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Un Viaggio Europeo #83 – Magdeburgo (Germania)

Un Viaggio europeo #83 – Magdeburgo (Germania)

Post Series: Germania

Nel corso dei secoli recenti, l’Europa ha subito dei tentativi incessanti di cancellare le radici cristiane che furono fonti di vita per la sua civilizzazione. Mentre seguiamo geograficamente la storia di Martin Lutero, scopriremo Magdeburgo, una città in cui questa tendenza è visibile.

L’obiettivo di cancellare l’eredità cristiana fu particolarmente aggressivo nel novecento, in particolare nei paesi sotto il regime comunista, compreso in Germania dell’Est, dove Martin Lutero ha vissuto. A Magdeburgo, non meno di dieci chiese medievali furono distrutte dal regime comunista dopo la seconda guerra mondiale.

Tuttavia, certi edifici medievali hanno miracolosamente sopravvissuto fino ad oggi, fra i quali la cattedrale di Magdeburgo. Situata lungo il fiume Elba, la cattedrale è famosa per essere l’ultima dimora di Ottone il Grande. Questo imperatore tedesco del decimo secolo costruì la cattedrale qui perché era localizzata convenientemente vicino al confine orientale del suo territorio. Questo era in linea con la sua intenzione di allargare il suo impero, e quindi la cristianità, verso est.

Ottone il Grande costruì pure la domschüle(scuola della cattedrale) di Magdeburgo, la quale diventò uno dei centri d’educazione più evoluti del Sacro romano impero. Vari arcivescovi furono educati qui nell’epoca medievale. E uno dei studenti più famosi della domschüle fu il padre della riforma protestante, Martin Lutero.

Quindi, com’è che Lutero arrivò a Magdeburgo?

Nella sua infanzia a Mansfeld (tappa 82), era diventato chiaro che Lutero aveva sia una grande capacità d’apprendimento, sia un carattere forte. Avendo notato le sue qualità, il suo padre iniziò ad immaginare che suo figlio poteva diventare uno studioso. E quindi, nel 1496, Hans mandò Martin alla domschüle di Magdeburgo.

Magdeburgo fu il primissimo luogo in cui Martin Lutero visse da solo, all’età di quattordici anni. E questi tempi erano molto difficili per lui. All’epoca, i fondi studenteschi non esistevano e l’azienda di suo padre non poteva finanziare i suoi studi. Quindi, Martin doveva trovare dei modi di sostentarsi, e spesso, finiva mendicando suo pane nelle strade con altri bambini poveri.

Martin Lutero non visse questi tempi difficili invano però. All’epoca, la domschüle era fortemente influenzata dai Fratelli della vita comune. Questo era un movimento monastico iniziato nei Paesi Bassi nel trecento e che ebbe un impatto significativo nel mondo dell’educazione. Fra gli studenti più famosi dei fratelli era uno dei più grandi eruditi del cinquecento, Erasmo da Rotterdam, la cui traduzione della Bibbia avrà, più tardi, un’influenza enorme nella vita di Lutero.

Uno degli insegnanti di Lutero a Magdeburgo era Andreas Proles, un monaco agostiniano che aveva tentato di riformare i monasteri francescani nei quali era coinvolto. A causa delle sue iniziative, Proles aveva tanti nemici e questo gli causò persino di essere bandito da una bolla papale. Finalmente, dopo un appello al papa, la bolla contro Proles fu revocata. Da professore, Proles continuò a fare appello ad una riforma dei monasteri e della chiesa in generale. Senza dubbio, Martin Lutero fu plasmato dal suo messaggio.

Molto velocemente, notizie delle difficoltà che fronteggiava Martin arrivarono dai suoi genitori a Mansfeld. E quindi, meno di un anno dopo, Hans e Margaret decisero di mandarlo ad un’altra scuola ad Eisenach, nella regione natale di Hans, sperando che sarebbe più facile per Martin di finanziarsi lì.

Vari decenni più tardi, esattamente sette anni dopo la pubblicazione delle sue 95 tesi, Martin Lutero tornò a Magdeburgo per predicare il vangelo. Ciò spinse tante chiese della città ad adottare la fede protestante. E nel 1567, la cattedrale fu finalmente consacrata all’adorazione protestante e Magdeburgo diventò un centro importante della riforma.

Andiamo avanti fino al novecento per parlare della mia affermazione iniziale. Quali furono le ragioni dietro a questi tentativi senza precedenti di cancellare l’eredità cristiana d’Europa? Il luogo odierno della domschüle può darci qualche accenno.

Alla fine dell’ottocento, la domschüle traslocò in una strada che fu poi rinomata Hegelstraße, in onore ad uno dei filosofi maggiori dell’ottocento, Georg Wilhelm Friedrich Hegel. Perché questo era importante?

In Europa medievale, ogni realtà era principalmente capita in base ad una prospettiva cristiana. Ciò significava che gli Europei capivano che Dio era immutabile, eterno, perfetto e totalmente distinto dal creato. Questa era la visione del mondo che la domschüle insegnò a Martin Lutero.

Hegel, tuttavia, faceva parte di una scuola filosofica che rinnegava la comprensione biblica di Dio. Radicate nell’illuminismo e nell’esistenzialismo di Kant, le teorie filosofiche di Hegel lo portarono a concepire che Dio non era immutabile ne totalmente distinto dal creato. Invece, il dio di Hegel era in evoluzione costante, trasformandosi sempre verso una perfezione più grande.

Le idee di Hegel diventarono fondamentali per i filosofi come Charles Darwin o Karl Marx. Il darwinismo e il marxismo diventarono poi il solco d’ideologie politiche quali il nazismo o il comunismo. Entrambi i movimenti portarono tanta distruzione, non solo in vite umane ma anche nella conoscenza delle radici cristiane d’Europa.

Purtroppo, anche dopo aver generato così tanto male, il nome Hegelstraße mostra che l’Europa moderna continua a venerare le stesse filosofie che distruggono la sua civilizzazione. Ma ciò che Dio ha fatto in questo continente non potrà mai essere cancellato.

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

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Foto: Wikipedia – Utente: Ajepbah – Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/de/legalcode

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