skip to Main Content

Un Viaggio europeo #95 – Urfa (Turchia)

Turchia
1. Un viaggio europeo #17 – Iznik/Nicea (Turchia)
2. Un viaggio europeo #36 – Costantinopoli (Turchia)
3. Un viaggio europeo #38 – Costantinopoli (Turchia)
4. Un Viaggio europeo #92 – Urfa (Turchia)
5. Un Viaggio europeo #95 – Urfa (Turchia)

Certi eruditi quali Vishal Mangalwadi e Tom Holland hanno dimostrato che la tradizione legale occidentale è radicata nella Bibbia. Ma come una legge che fu data a Mosè in una terra lontana vicino al Mar Rosso potette avere un tal impatto?

Dopo Pentecoste, quando i primi cristiani iniziarono a diffondere il vangelo fuori dai confini d’Israele, trasmisero pure le Scritture ebraiche ai popoli che avevano raggiunto. E quindi, quando i sovrani si convertirono al cristianesimo, impararono pure la Torah, compreso i Dieci Comandamenti, e questa era un tipo di costituzione per la nazione d’Israele all’epoca biblica. Di conseguenza, scoprirono che i loro sistemi legali erano incompatibili con le norme di Dio ed iniziarono quindi a riformarle.

Nella città di Edessa, oggi Urfa o Şanlıurfa in Turchia, esiste un luogo testimone di come due sovrani cercarono di rendere le leggi delle loro nazioni più bibliche. Ai piedi della collina del castello che avevamo visitato in una tappa precedente (tappa 92), esiste una moschea chiamata Rizvaniye. Si trova lungo uno stagno chiamato Balıklıgöl, il quale significa lo stagno di Abraamo. Questa moschea fu costruita nel corso del regno ottomano nel settecento. Secondo una leggenda, Abraamo fu buttato nel fuoco dal re Nimrod, ma Dio trasformò il fuoco in uno stagno nell’ambito di salvare il patriarca. Anche se questo luogo è oggigiorno dedicato all’islam, fu una volta il sito di ciò che fu probabilmente il primo edificio di chiesa di Edessa: una cattedrale costruita nel secondo secolo. È interessante notare che i testi antichi menzionano che questo edificio fu costruito secondo il modello del tempio di Gerusalemme, il quale fu distrutto appena qualche decennio prima.

Quindi, chi furono questi due sovrani legati alla cattedrale di Edessa?

Il primo è Abgar VIII, anche chiamato Abgar Bar Manu. Fu re del piccolo regno di Osroene tra il 177 ed il 212, e il suo palazzo era sulla collina del castello, appena dietro il luogo in cui ci troviamo. Abgar VIII non va confuso con re Abgar V, il primo sovrano cristiano ad Edessa un secolo prima (tappa 92). All’epoca di Abgar VIII, Osroene era diventato uno stato cuscinetto tra l’impero romano e il regno armeno. E quindi, anche se Osroene era ancora governata da un re, fu regolarmente sottomessa sia all’Armenia sia a Roma.

Quando Abgar era re, Osroene era sotto il controllo romano mentre il cristianesimo era illegale nell’impero. Tuttavia, nel corso del suo regno, Abgar fu profondamente preoccupato di vedere il suo popolo vivere delle vite empie, e quindi, nonostante la posizione di Roma, osò riformare le leggi del suo paese secondo le norme bibliche. Ad esempio, siccome il primo comandamento diceva: “Non avrai altri dei”, Abgar vietò la pratica dell’automutilazione in onore alla falsa dea Cibele. E chiunque oserebbe continuare questo rito avrebbe le sue mani tagliate. Inoltre, delle ricerche archeologiche hanno rivelato che fu sotto il re Abgar VIII che le monete non ebbero più l’effigie di Baal, all’epoca una divinità pagana molto adorata. 

Tali decisioni di riformare un regno secondo le norme bibliche erano una novità ai tempi di Abgar. Ma nello spazio di cent’anni dopo la sua morte, sia l’Armenia sia Roma adottarono il cristianesimo in qualità di religione ufficiale, e velocemente, iniziarono ad adottare delle riforme legali simili.

Il secondo sovrano legato a questa cattedrale era l’imperatore bizantino Giustiniano I, anche chiamato Giustiniano il Grande. Nella sua epoca, la cattedrale, dedicata a San Tommaso, fu distrutta da un’inondazione. Giustiniano ricostruì una nuova cattedrale su questo sito e la chiamò Santa Sofia, cosiccome la cattedrale di Costantinopoli, la quale fu ugualmente costruita nel corso del suo regno.

Giustiniano non fu soltanto un costruttore di cattedrali, perché come Abgar VIII, condusse pure delle riforme legali importanti nell’impero bizantino attraverso il famoso Codex Justinianus. Nel suo libro This Book Changed Everything (questo libro cambiò tutto), Vishal Mangalwadi spiega che il codice fu effettivamente ampiamente ispirato dalla Bibbia. Il corpus legislativo diventò più tardi la base del diritto canonico che fu stabilito in Europa medievale cattolica romana. Oggi, anche se i legislatori moderni hanno poca conoscenza delle basi bibliche del diritto occidentale oppure lo riconoscono raramente, questo è tuttora costruito sugli sviluppi legali che furono radicati nella Bibbia.

Finalmente, consentitemi di condividervi qualche parola sulla storia di questa cattedrale. Oggi, non stiamo visitando qui una cattedrale ma una moschea. Quindi, la domanda ovvia è: cos’è successo all’antica cattedrale di Edessa? 

Due secoli dopo il regno di Giustiniano I, i musulmani iniziarono ad invadere il territorio. All’epoca, ci furono almeno diciassette chiese ad Edessa. Tante erano costruite secondo lo stile architetturale bizantino. Inizialmente, i nuovi sovrani musulmani tollerarono la presenza di chiese e di cristiani nella città. Tuttavia, nel dodicesimo secolo, quasi tutte le chiese erano sparite, compreso l’antica cattedrale costruita nel secondo secolo. Le pietre delle chiese furono poi riusate per costruire delle moschee e delle mura ad Edessa, e certe pietre sono tuttora visibili.

Quindi, anche se la voce della chiesa non è così fortemente sentita ad Edessa come all’epoca, come Gesù disse: “se la gente tace, le pietre grideranno!”

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

Seguite Un Viaggio europeo qui

Foto: Fonte: Wikipedia – Utente: Bernard Gagnon – Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/legalcode

Questo articolo ha 0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top
WP2Social Auto Publish Powered By : XYZScripts.com