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Un Viaggio Europeo #96 – Oberndorf Bei Salzburg (Austria)

Un Viaggio europeo #96 – Oberndorf bei Salzburg (Austria)

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  • 1.Un Viaggio europeo #96 – Oberndorf bei Salzburg (Austria)

Nell’ottocento, un prete austriaco scrisse un poema iniziando con le parole Stille Nacht, Heilige Nacht (notte silenziosa, notte santa). Non poteva immaginare che il suo poema, la cui traduzione italiana è Astro del Ciel, sarebbe diventato un cantico natalizio cantato in tante lingue nel mondo intero.

A prima vista, le circostanze che diedero nascita al famoso cantico natalizio sembravano catastrofiche. Ma per scoprire i dettagli della storia, dovremo visitare un paesino chiamato Oberndorf bei Salzburg. Si trova lungo il fiume Salzbach, il quale forma il confine con la Germania. Come il suo nome lo indica, Oberndorf è vicino alla città di Salisburgo.

Ad una centinaia di metri dalla riva del fiume si trova una piccola cappella ottagonale in cima ad un monticello erboso. Si chiama Stille-Nacht-Kapelle e fu costruito nel 1935 sul sito di un antica chiesa portando il nome di San Nicola, la quale fu distrutta a causa di numerosi allagamenti. All’interno della cappella vi sono due vetrate illustrando i creatori di Astro del Ciel con i loro paesini: l’autore Joseph Mohr con Oberndorf e il compositore Franz Gruber con Arnsdorf. Scopriamo quindi chi furono questi due uomini.

Josephus Franciscus Mohr, semplicemente noto come Joseph Mohr, nacque l’11 dicembre 1792 a Salisburgo, a qualche strada dalla casa in cui Wolfgang Amadeus Mozart morì appena un anno prima. Purtroppo, Joseph era nato fuori dal matrimonio, e quindi non conobbe mai suo padre. A causa di questo, sua madre che si chiamava Anna Schoiberin, dovette trovare un padrino per suo figlio. Alla fine, l’unica persona ad accettare fu un uomo chiamato Joseph Wohlmuth, ed un dettaglio curioso su di lui è che fu effettivamente l’ultimo boia della città.

Grazie a Johann Nepomuk Hiernle, il direttore del coro della cattedrale, Joseph Mohr ricevette un’educazione cristiana e diventò membro del coro. Ciò fu l’inizio di una vita consacrata alla chiesa. A sedici anni, Mohr aderì all’abbazia di Kremsmünster in Alta Austria, e tornò più tardi a Salisburgo per formarsi al sacerdozio al liceo della città. All’epoca, un permesso speciale dal papa era necessario affinché chi sarebbe nato fuori dal matrimonio potesse diventare prete. Quindi, grazie al permesso del papa, Mohr fu ordinato prete nel 1815.

Il secondo uomo sulle vetrate è Franz Gruber. Nacque ad Hochburg-Ach, a circa venticinque chilometri a nord di Oberndorf, nel 1787. Da bambino, lavorò da tessitore con suo padre. Tuttavia, allo sgomento iniziale di suo padre, la sua grande passione era la musica, la quale proseguì, prima segretamente, sull’organo della chiesa locale con l’aiuto di un uomo di chiesa. Più tardi, diventò professore di musica ad Arnsdorf, a pochi chilometri da Oberndorf, dove si sposò. Fu nel corso di quegli anni che Franz Gruber diventò l’amico di Joseph Mohr.

Poco prima della messa di mezzanotte del Natale 1818, Joseph Mohr scoprì che l’organo della sua chiesa non funzionava. Ciò era un contrattempo sostanziale perché la musica formava la parte vitale delle celebrazioni di Natale. In una tale situazione, Mohr non poteva che pregare per un miracolo. All’improvviso, si ricordò di un poema sulla natività che aveva scritto qualche tempo prima.

Dopo aver ritrovato il poema, Mohr corse da Gruber e gli chiese di comporre una melodia per le parole. Anche se avevano solo poco tempo, Gruber riuscì a provvedere una melodia adeguata alle parole da poter suonare con la chitarra. E quindi, dopo qualche prova di ultimo minuto, Franz Gruber eseguì Astro del Ciel con il coro durante la messa di Natale proprio nel luogo dove ci troviamo oggi.

Dopo Natale, un riparatore di una valle vicina venne per riparare l’organo e, dopo aver chiesto a Franz Gruber di provarlo, lo sentì suonare Astro del Ciel. Il riparatore fu così mosso dal cantico da chiedergli se potesse portarlo con se nella sua parrocchia. Velocemente, Astro del Ciel si sparse a macchia d’olio nelle nazioni germaniche, all’insaputa di Gruber o Mohr. Qualche anno dopo, raggiunse persino il re protestante di Prussia, Federico Guglielmo IV, nel corso di una prestazione nella chiesa imperiale di Berlino. Il re fu così mosso dal cantico da ordinare che la musica sia suonata in tutto il suo regno. Tuttavia, quando chiese chi era l’autore del cantico, nessun nome poteva essergli dato. Di conseguenza, ordinò che un inchiesta sia fatta per scoprire i suoi creatori.

Meno di un anno dopo, il monastero San Pietro di Salisburgo fu contattato, dove il figlio di Franz Gruber era difatti membro del coro. Naturalmente, fu capace di riconoscere che la musica era la composizione di suo padre. Fu quindi così che Franz Gruber e Joseph Mohr furono scoperti. La celebrità del cantico continuò a crescere anche dopo la loro morte, e oggi, è cantato in oltre centoventi lingue nel mondo intero.

Cosiccome Joseph Mohr che non potette usare il suo organo durante la messa di mezzanotte, un altro Giuseppe non potette trovare una camera adatta per sua moglie incinta a Betlemme diciotto secoli prima. Finalmente, cosiccome Dio aveva provveduto una soluzione a Joseph Mohr che benedirà poi il mondo intero, aveva anche provveduto una stalla a Maria affinché potesse dare nascita al Figlio di Dio, il Salvatore dai nostri peccati, il Re del creato, Gesù Cristo, il cui regno coprirà un giorno il mondo intero.

Alla prossima volta altrove in Europa.

(Ringraziamo Jukka Rauhala per la musica finale di Astro del Ciel)

Cédric Placentino

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Foto: Fonte: Wikipedia – Utente: Michael Burgholzer – Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode.it

IMPORTANTE : questa tappa di Un Viaggio europeo sarà l’ultima pubblicata sul sito del Centro Schuman per gli studi europei. Dal gennaio 2021, potrete trovare Un Viaggio europeo sul sito https://www.truthandtransformation.org

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