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Un Viaggio Europeo #93 – Baku (Azerbaigian)

Un Viaggio europeo #93 – Baku (Azerbaigian)

Post Series: Azerbaigian

L’Azerbaigian è una nazione a maggioranza musulmana oggigiorno. Ma sebbene questo è un fatto indiscusso, uno sguardo più approfondito nella storia di questo paese rivela che prima delle invasioni musulmane, una chiesa fiorente esisteva qui.

Le nazioni circondanti di Georgia e d’Armenia sono note per far parte delle terre cristiane più antiche al mondo, ma il Vangelo arrivò anche in ciò che è oggi l’Azerbaigian molto presto nella storia. Per scoprirne di più sulla diffusione del Vangelo qui, visiteremo la capitale attuale del paese, Baku.

Grazie alla sua situazione strategica lungo il mar Caspio, Baku è diventata un centro economico importante in questa parte del mondo, specialmente sin dalla caduta dell’Unione sovietica alla fine del novecento.

La Torre della Vergine è uno dei siti più emblematici che si può visitare a Baku. Ci sono tanti misteri intorno alla storia di questa torre: anche se risale al 12° secolo, quando la regione era già islamizzata, certi studi recenti sembrano indicare che questa torre era un tempio zoroastriano.

Inoltre, qualche metro dietro la torre giacciono delle rovine di ciò che era una cappella. Anche se sembrano suggerire che questo era un edificio antico di chiesa, queste rovine sono in realtà quelle di una cappella russa ortodossa portando il nome di San Bartolomeo, la quale fu costruita nel 1892 e distrutta qualche decennio più tardi appena dai comunisti nel 1936.

Il fatto che una cappella russa ortodossa fu costruita in una città a maggioranza musulmana non è per niente sorprendente perché l’Azerbaigian era sotto controllo russo nell’ottocento. Tuttavia, questo sito potrebbe essere pure una testimonianza di un evento importante della storia che risale ad un periodo ben più antico. Si crede infatti che l’apostolo Bartolomeo fu martirizzato qui nel 71 d.C.

I resoconti della vita di Bartolomeo sono stati contestati, persino fino ad oggi. Neanche la Bibbia ci illumina così tanto su di lui perché menziona Bartolomeo soltanto quattro volte, ed in ogni caso, si tratta della lista dei dodici apostoli. Per quanto riguarda l’informazione che possiamo radunare dalle fonti extrabibliche, sono a volte contraddittorie. Quindi, prima di guardare all’influenza che il nome di Bartolomeo ebbe sulla chiesa primitiva in questo paese, cerchiamo prima di rintracciare la sua vita al meglio che possiamo.

Prima della sua ascensione al cielo, Gesù comandò i suoi apostoli di andare e fare discepoli di tutti i popoli (Matteo 28:19). Gli apostoli andarono quindi in tutte le direzioni per predicare il Vangelo. Sia Eusebio di Cesarea sia Girolamo scrissero che Bartolomeo viaggiò in India. Tuttavia, altri resoconti affermano che predicò il Vangelo nell’antico regno d’Armenia (tappa 92) ed anche nelle terre circondanti delle montagne del Caucaso, compreso nella regione di Baku, la quale era allora sotto controllo partico.

La storia del martirio di Bartolomeo è legata al monarco partico Sanatruk. Anteriormente già, certi resoconti affermano che l’apostolo Taddeo predicò il vangelo alla corte di Sanatruk, e di conseguenza, vari ufficiali diventarono cristiani, compresa la figlia di Sanatruk, Sandokht. Ciò dispiacque fortemente a Sanatruk che uccise quindi sia Taddeo sia sua figlia. Più tardi, Bartolomeo arrivò e predicò il vangelo alla corte reale. Ciò portò di nuovo alla conversione di ufficiali, ma anche a quella della sorella di Sanatruk, Thakouhi. Stavolta, Sanatruk condannò Bartolomeo a morte e l’apostolo fu crocefisso a testa in giù.

Il martirio di Bartolomeo accadde in una città chiamata Albanopoli. Il luogo esatto di questa città è stato contestato, tra Derbent nel Dagestan, Başkale in Turchia attuale e Kaylan in India. Tuttavia, la candidata più probabile sembra essere Baku e il luogo esatto del suo martirio fu probabilmente qui, dietro alla Torre della Vergine.

Che questi resoconti siano corretti o meno, ciò che è indiscutibile è che vari missionari predicarono il vangelo nelle terre del Caucaso, spesso a costo delle loro vite. Tuttavia, la loro opera ebbe frutto e nei secoli successivi, c’erano delle chiese forti in questa regione, compreso in Azerbaigian, la quale si chiamava l’Albania (del Caucaso). Una delle conseguenze della cristianizzazione di questo paese fu la creazione dell’alfabeto udi affinché il popolo possa leggere la Bibbia nella loro lingua.

Oggigiorno, l’Armenia o la Georgia sono tuttora dei paesi a maggioranza cristiana e parlano ancora la loro lingua antica. Tuttavia, la chiesa in Azerbaigian è marginalizzata e la lingua udi è quasi scomparsa. Cos’è successo?

Purtroppo, il concilio di Calcedonia nel 381 causò una divisione profonda tra la chiesa d’Armenia e la chiesa d’Albania del Caucaso. Di conseguenza, la chiesa albanese diventò isolata. Poco dopo, degli eserciti musulmani stranieri approfittarono della situazione e riuscirono a conquistare il paese, purtroppo anche con la complicità di certi responsabili della chiesa armena (tappa 6).

Al contrario dello spirito di sacrificio con il quale i missionari anteriori avevano predicato il vangelo, i musulmani distrussero la chiesa e stabilirono la loro fede nel paese tramite mezzi militari. L’Albania del Caucaso, più tardi rinominata Azerbaigian, è rimasta a maggioranza musulmana sin da allora.

Poco prima di dare il comandamento ai suoi apostoli di fare discepoli di tutti i popoli, Gesù affermò che ogni potestà in cielo e sulla terra gli era stata data. Gesù ha tuttora l’autorità su tutta la terra, compreso sull’Azerbaigian, e può ancora risuscitare una chiesa forte per se stesso in questo paese.

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

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Foto: Fonte: Wikipedia – Utente: Abbaszade656 – Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode.it

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