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Un Viaggio europeo #94 – Artashat (Armenia)

Armenia
1. Un Viaggio europeo #91 – Yerevan (Armenia)
2. Un Viaggio europeo #94 – Artashat (Armenia)

Nel corso dei primi tre secoli, il cristianesimo si sviluppò attraverso tanto spargimento di sangue in Armenia. Tuttavia, queste persecuzioni non riuscirono ad impedire l’Armenia di diventare la prima nazione ufficialmente cristiana ed una delle più antiche nazioni educate al mondo.

Artashat è una cittadina armena che può dircene di più su questi sviluppi iniziali. Si trova a trenta chilometri a sud di Yerevan (tappa 91). Artashat è una cittadina relativamente recente ed è il risultato di una fusione di tre paesini decisa dal governo sovietico dopo la seconda guerra mondiale.

Sebbene Artashat sia di origine recente, il suo nome punta alla storia antica legata a questa regione. E per trovare tracce di questi tempi antichi, andremo a dodici chilometri a sudovest dalla cittadina. Lì, arriveremo ai piedi di una collina vicino al confine recintato che separa l’Armenia dalla Turchia. In cima alla collina si trova un monastero chiamato Khor Virap, da dove si può godere di una vista splendida del monte Ararat.

Il monastero di Khor Virap è uno dei siti storici più importanti d’Armenia. Il primo vescovo della chiesa d’Armenia, Gregorio Illuminatore, era stato incarcerato per quattordici anni in una fossa di questa collina prima di portare Tiridate III, il re d’Armenia, alla fede in Cristo. La conversione di Tiridate portò finalmente all’adozione del cristianesimo come fede ufficiale del regno nel 301, diventando così il primo regno di questo tipo.

Il luogo che esploreremo in questa tappa si trova in realtà a qualche centinaia di metri a nord dalla collina. Lì scopriamo le rovine di un’antica città che si chiamava Artashat. Fu fondata dal re Artases I e ne fece la nuova capitale del suo regno nel 176 a.C.. Delle fonti antiche testimoniano che Artashat era, ad un certo punto, una città importante. I due filosofi greci, Strabone e Plutarco, chiamavano la città “la Cartagine armena.” Nel corso del primo secolo, Artashat fu distrutta durante le invasioni alane. Tuttavia, la città fu ricostruita alla fine del secolo.

Quindi perché visitiamo le rovine di questa città precristiana?

Artashat fu il luogo di un evento che accadde tra il primo e il secondo secolo, il quale ebbe un impatto significativo per la cristianizzazione delle nazioni caucasiche. Questo evento è legato ad un evangelista chiamato Chrysos.

Chrysos faceva parte di un gruppo d’ufficiali greci che era venuto alla fede in Gesù Cristo attraverso la predicazione di Taddeo ad Edessa (tappa 92). Dopo la loro conversione, un periodo di grande persecuzione iniziò nel corso del quale due apostoli, Taddeo e Bartolomeo, furono uccisi. Chrysos e i suoi discepoli lasciarono quindi Edessa per andare a vivere nelle montagne presso le fonti dell’Eufrate. Lì vissero vite semplici da eremiti per oltre quattro decenni.

Anche se i resoconti delle loro vite sono rari, sembrano indicare che questi credenti erano devoti allo studio, significando quindi che formarono forse uno dei primi centri d’educazione in Armenia. Quarant’anni dopo, un nuovo re, il quale sembrava più aperto al cristianesimo, iniziò a regnare. Per Chrysos e i suoi discepoli, il tempo sembrava giusto per lasciare la loro montagna e predicare il vangelo ad Artashat.

Nel corso del loro tempo in questa città armena, diciassette servi georgiani della corte d’Albania (oggi l’Azerbaigian) arrivarono ad Artashat con la figlia del re d’Albania, la quale era anche la moglie del re d’Armenia. Incontrarono Chrysos nel corso della loro visita, e dopo la sua predicazione, questi servi georgiani diventarono credenti in Gesù Cristo. Dopo la loro conversione, seguirono Chrysos nella sua comunità di montagna. Chrysos li battezzò nell’Eufrate e dopo la sua morte da martiro, uno dei diciassette, un uomo chiamato Suchias, diventò il loro nuovo capo. La piccola comunità si traslocò poi in un’altra montagna per fuggire il martirio.

Il nuovo re pagano d’Albania ebbe notizia della conversione di questi ex servi della corte. Mandò un indagatore chiamato Barnapas per rintracciarli con una truppa di soldati. Quando lì trovò, Barnapas implorò i georgiani ad adottare di nuovo la fede pagana e a tornare al servizio del re. Suchias e i suoi compagni, tuttavia, rimasero saldi nella loro fede e rifiutarono. Di conseguenza, i diciassette georgiani furono arrestati e uccisi.

Nonostante queste persecuzioni ripetute, la fede cristiana continuò a progredire in Armenia nel corso dei primi tre secoli. E difatti, senza i sacrifici di questi primi credenti, Gregorio Illuminatore non sarebbe forse mai stato capace di portare il re Tiridate III ed il suo regno all’adozione del cristianesimo. È anche notevole che la comunità di montagna che Chrysos, Suchias e i loro discepoli formarono era uno dei primi centri d’educazione in Armenia.

Per concludere, consentitemi di fare un commento finale su Artashat. Il nome della città significa “Gioia di arta”, e arta è un concetto zoroastriano, cioè precristiano, il quale comprende la verità, la giustizia, l’ordine e le opere buone. Con l’arrivo e l’adozione finale del cristianesimo qui, Artashat diventò finalmente degna del suo nome, perché fu una delle prime città armene a scoprire la fonte della “Gioia di arta”, cioè il Signore Gesù Cristo.

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

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Foto: Fonte: Wikipedia – Utente: Diego Delso – Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode.it

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