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Un Viaggio Europeo #71 – Tarragona (Spagna)

Un Viaggio europeo #71 – Tarragona (Spagna)

(Per qualche ragione che non conosco, il link per l’audio non funziona. Potete ascoltare l’audio cliccando qui)

Il Cristianesimo in Spagna è spesso associato al massacro dell’Inquisizione. Anche se è una triste realtà del passato, sarebbe un errore ridurre l’influenza del vangelo a questo, perché il messaggio della Bibbia ha trasformato la storia della penisola iberica nel bene.

Per questa prima tappa di una miniserie esplorando come il Vangelo si è diffuso in Spagna, visiteremo Tarragona in Catalogna. È una città situata lungo il Mediterraneo, a quasi cento chilometri a sudovest di Barcellona. Ci sono tanti siti da visitare qui, come l’anfiteatro romano. E chi ama trascorrere le vacanze in spiaggia ameranno sicuramente la Platja del Miracle.

Anche se non è così conosciuta come Barcellona, Tarragona è un’antica città che fu la capitale della Tarraconense, una provincia romana coprendo oltre la metà della penisola Iberica. Ma le sue origini sono ben più antiche dei tempi romani. Un resoconto rivendica che la città fu chiamata dopo Tarraho, il figlio di Tubal, pronipote di Noè. Tarraho avrebbe navigato da Giaffa (Israele), raggiunto la foce del fiume Francolí e costruito una colonia qui, in cima ad una roccia.

Per questo episodio, andremo nel centro storico, in cima a questa roccia, dove si trova la cattedrale di Tarragona. Dietro alla cattedrale si trova una strada chiamata carrer de Sant Pau (via San Paolo). Lì scopriamo il palazzo di El Seminari Centre Tarraconense. Questo palazzo inaugurato nel 1886, e restaurato di recente, ospita il seminario minore cattolico romano, l’istituto superiore di scienze religiose e la biblioteca del seminario pontificale. Nella corte interiore si trova una piccola cappella chiamata dopo San Paolo. All’interno, scopriamo una pedana di pietra e una statua di Paolo sul muro posteriore.

Quindi, qual è l’importanza di questa cappella nella storia spagnola? Il nome della cappella, la statua e il nome della strada si riferiscono tutti alla stessa persona, San Paolo ovviamente. L’apostolo è onorato qui perché si crede che è venuto a Tarragona nel suo viaggio in Spagna. Secondo i resoconti tradizionali, avrebbe predicato il vangelo da questa pietra, che era all’epoca nell’acropoli, cioè il punto più alto della città.

Una tale storia solleva ovviamente interrogativi sulla sua autenticità. Purtroppo, non ci sono prove storiche confermando che Paolo sia venuto in Spagna, né tantomeno a Tarragona. Tuttavia, vari testi antichi sembrano confermare quest’idea. Sappiamo attraverso Romani 15:24 che Paolo aveva l’intenzione di andare in Spagna. Inoltre, vari padri della chiesa primitiva, come Giovanni Crisostomo, Clemente di Roma o Cirillo di Gerusalemme, hanno scritto su Paolo avendo predicato in Spagna. Se supponiamo che Paolo avrebbe effettivamente visitato la Spagna, in questo caso, Tarragona sarebbe stata una città naturale dove avrebbe predicato, perché era uno dei centri di attività principali della penisola. Quindi, anche se non si può dimostrare l’autenticità di questo resoconto, è molto probabile che questo sia vero.

Esiste un fatto interessante legato alla cattedrale all’altro lato della via, il quale fu scoperto solo di recente. Tra il 1999 e il 2001, la cattedrale era in restauro, e durante questo processo, degli archeologhi hanno potuto fare delle ricerche. Fu allora che hanno scoperto dei residui di un tempio in onore all’imperatore romano Augusto. Ciò significa che Paolo avrebbe predicato il vangelo proprio di fronte a questo tempio.

Quindi, se è vero che Paolo è venuto a Tarragona, quale sarebbe stato il messaggio che avrebbe predicato? Prima di rispondere a questa domanda, dobbiamo capire il ruolo della religione all’epoca romana. Oggigiorno, la religione è spesso considerata, erroneamente, come una cosa privata con nessuna influenza sulla piazza pubblica. All’epoca romana tuttavia, la religione era la pietra angolare dell’impero. Tutta la realtà doveva essere capita alla luce dei dei romani. E ovviamente, l’adorazione dell’imperatore era uno dei modi migliori di controllare il popolo. Questo fu indubbiamente ciò che i romani avevano cercato di raggiungere quando hanno eretto un tempio ad Augusto sul punto più alto di Tarragona.

Possiamo soltanto immaginare ciò che Paolo avrebbe predicato in un tal contesto. Sapendo ciò che predicò ad Atene, ad esempio, è probabile che avrebbe presentato l’unico vero Dio, colui che è, al popolo radunato qui. Avrebbe detto che questo Dio è il Creatore di ogni cosa e di ogni popolo, e che Egli era l’unico degno di lode. Avrebbe detto che questo Dio non richiedeva alcun sacrificio perché aveva mandato il suo Figlio unico, Gesù, come sacrificio per il peccato del mondo, compreso quello degli iberi. Qualunque sia il messaggio che avrebbe predicato, fu questo tipo di parole che ha fatto sparire l’adorazione dell’imperatore, e che avrà permesso ad una cattedrale di essere eretta al posto del tempio dell’imperatore.

Che Paolo sia venuto a predicare qui o no, fu questo messaggio del vangelo che fu rivelato agli abitanti della penisola iberica all’epoca romana. Questo messaggio illuminò le menti degli iberi e li liberò dall’adorazione dei falsi dei. Questo messaggio fu il seme che non ha soltanto trasformato il panorama religioso di Spagna, ma ha anche contribuito allo sviluppo di ogni sfera di vita della penisola.

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

Responsabile Centro Schuman per l’Europa italiana e francese

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Foto: Wikipédia – utente: Vmenkov – Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/legalcode

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