skip to Main Content
Un Viaggio Europeo #73 – Castala (Spagna)

Un Viaggio europeo #73 – Castala (Spagna)

Post Series: Spagna

La presenza di edifici di chiese in Andalusia potrebbe sembrare normale. Dopotutto, la Spagna è fortemente cattolica romana. Eppure, la storia di questa regione rivela che una presenza cristiana qui non va scontata.

Per la terza tappa di una miniserie focalizzandosi sulla Spagna, andremo in un paesino vicino al Mediterraneo chiamato Castala. Si trova in Andalusia, sulle pendici meridionali della catena montuosa della Sierra Nevada. Castala fa parte della municipalità di Berja, a 80 km ad ovest della città di Almeria.

Per raggiungere Castala dalla città di Berja, dovremo seguire una strada che sale per cinque chilometri verso la Sierra de Gádor. Dopo il paesino, una stradina continua fino ad una chiesetta bianca dominando la valle di Berja chiamata Ermita de San Tesifón (eremo di San Tesifonte).

Questa bella chiesa è una doppia testimonianza di due epoche diverse della storia andalusa. Il primo resoconto è legato all’arrivo del cristianesimo nella regione, mentre il secondo è legato a ciò che viene chiamato la Reconquista, quando si concluse l’occupazione musulmana.

Iniziamo quindi con il primo resoconto.

Se entriamo nella chiesa, scopriamo una statua in onore a Tesifonte, l’uomo che ha dato il suo nome alla chiesa. Ma chi era e qual è stata la sua influenza in questa regione?

Tesifonte è considerato come essendo il primo missionario cristiano a raggiungere la regione di Berja nella seconda metà del primo secolo. Ma prima di esplorare la sua vita, diamo un’occhiata sulla missione in Spagna nel primo secolo. Nelle due tappe precedenti, abbiamo scoperto che Paolo e Giacomo sono forse stati i primi missionari cristiani nella penisola. Ma nel caso in cui sono davvero venuti, è molto probabile che i loro ministeri si sono focalizzati sulla parte settentrionale del paese. Ciò che sembra confermare questo è che esistono numerose tradizioni e chiese portando i nomi di Paolo o di Giacomo nel nord, mentre tali tracce sono più rare nel sud. Quindi, come il vangelo è arrivato nella parte meridionale del paese?

Secondo una teoria, dopo la sua missione in Spagna, l’apostolo Paolo sarebbe tornato a Roma e avrebbe parlato a Pietro della necessità di raggiungere questa regione. Di conseguenza, i due apostoli avrebbero mandato sette missionari nella regione che era all’epoca una provincia romana chiamata Betica. Questi missionari diventarono conosciuti come i sette apostoli di Spagna. I loro nomi erano Torquato, Cecilio, Eufrasio, Indalezio, Esiquio, Secondo e l’uomo di cui troviamo le tracce a Castala, cioè Tesifonte.

Tuttavia, ne sappiamo pochissimo sulle vite di questi sette apostoli di Spagna. Potevano essere romani, greci, oppure certi dei convertiti di Paolo in Spagna. E non sappiamo neanche se viaggiarono insieme o separatamente. In ogni caso, le tracce di questi sette apostoli di Spagna possono essere trovate in vari luoghi d’Andalusia.

Cosa sappiamo quindi su Tesifonte? In realtà ben poco, se non che è venuto per evangelizzare la città romana di Vergi (oggi Berja), e visse fuori dalla città, qui a Castala. E la tradizione cattolica romana aggiunge che fu il fondatore della diocesi di Vergi.

Ovviamente, la mancanza d’informazioni rende la ricerca storica su Tesifonte particolarmente difficile. Tuttavia, una scoperta affascinante sembra confermare l’esistenza di una comunità cristiana qui sin dal primo secolo. Ad Alcaudique, oggi un quartiere di Berja, delle monete, delle croci e un sarcofago datando dallo stesso periodo di Tesifonte furono scoperti. Questi oggetti sono attualmente conservati nel museo archeologico nazionale a Madrid.

Esploriamo ora il secondo resoconto legato alla chiesa di Castala.

Ho detto all’inizio che la presenza di una chiesa nelle montagne d’Andalusia non va scontata. Ed ecco il perché…

Nell’ottavo secolo, dei musulmani invasero la Spagna dal Nordafrica. Anche se il dominio musulmano su tutta la penisola iberica durò soltanto qualche decennio, l’Andalusia rimase sotto il loro controllo per quasi ottocento anni. E in realtà, la regione d’Almeria fu una delle ultime ad essere conquistate dall’esercito spagnolo durante la Reconquista nel 1489. Durante il dominio musulmano, la chiesa fu perseguitata. Il vescovato di Vergi fu eliminato nel 711 e ne sappiamo pochissimo sul fatto che una comunità cristiana sia sopravvissuta qui o no.

Anche se la Reconquista liberò la regione dal dominio musulmano, non stabilì immediatamente la pace. In realtà, la regione rimase politicamente instabile per tutto il secolo dopo la Reconquista. Il re di Spagna forzò la popolazione musulmana a convertirsi al cattolicesimo romano. I musulmani cercarono invece di riprendere il controllo della regione. Questa situazione portò alla distruzione di Berja, alla morte di tante persone e allo spopolamento della città. Qualche anno dopo, vari eremiti vennero per ristabilire una presenza cristiana a Berja e contribuirono quindi alla sua ricostruzione.

Da un punto di vista moderno, questo episodio della storia può sembrare polemico. Tuttavia, l’eremo di San Tesifonte, costruito vari decenni dopo l’arrivo degli eremiti a Berja, ha aiutato la regione a ritrovare la memoria vitale del modo in cui il vangelo è arrivato qui in primo luogo. Ed è quindi un ricordo che la presenza cristiana in Andalusia non va effettivamente scontata.

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

Responsabile Centro Schuman per l’Europa italiana e francese

Seguite Un Viaggio europeo qui

Foto: Fonte: https://santesifon.blogspot.com/p/la-ermita.html

Questo articolo ha 0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top