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Un Viaggio Europeo #79 – Isola Di Sant’Onorato (Francia)

Un Viaggio europeo #79 – Isola di Sant’Onorato (Francia)

Post Series: Francia

La maggioranza dei turisti visitando Cannes saranno forse attratti dal palazzo vicino al mare che accoglie uno dei più famosi festival di cinema al mondo. Tuttavia, qualche chilometro a sud del palazzo si trova un isola molto meno conosciuta. Eppure, quest’ultima ha avuto un’influenza significativa sulla storia occidentale.

L’isola di cui parlo è chiamata Isola di Sant’Onorato, la seconda più grande dell’arcipelago di Lerino. Sant’Onorato è un’isola assai pianeggiante di 37 ettari, coperta principalmente di boschi e di vigneti. Sulla punta meridionale dell’isola si trova una torre larga ed un muro fortificato lungo il mare. Dietro al muro si trova un monastero e una chiesa che fanno ormai parte del movimento monastico cistercense.

La torre e il muro servivano di baluardo contro i pirati all’epoca medievale. Anche se la torre costruita nel 1073 è il palazzo più antico dell’isola, una comunità monastica fu fondata qui ben prima, all’inizio del 5° secolo.

Questo monastero, chiamato Abbazia di Lerino, avrebbe tanto da dirci sulla storia della Francia e dell’Europa in generale. Ma la ragione per la quale siamo qui è che questo monastero è anche legato al Padre del Deserto chiamato Pacomio. Ma prima di scoprire la sua connessione con Lerino, parliamo della sua vita.

Pacomio, anche chiamato Pacomio il Grande, nacque nel 292 nella città di Tebe (oggi Luxor), la quale si trova lungo il Nilo, in Egitto. Secondo un’antica agiografia, Pacomio fu arruolato nell’esercito romano all’età di 21 anni, contro la sua volontà. Mentre era coscritto a Tebe, vide dei cristiani dare cibo e conforto alla sua truppa. Questi credenti ispirarono Pacomio a saperne di più sul cristianesimo, e di conseguenza, fu velocemente convertito alla fede in Gesù Cristo.

Poco dopo la sua conversione, Pacomio lasciò l’esercito romano e diventò discepolo di un eremita chiamato Palameone. Sette anni dopo, Pacomio si sistemò vicino ad Antonio il Grande (tappa 77) nel deserto e iniziò così a vivere una vita di eremita. Da monaco, Pacomio continuò a sottomettersi a condizioni così difficili come poteva forse sperimentare nell’esercito. Ad esempio, certe fonti menzionano che per quindici anni, dormiva le notti in piedi, attaccato ad un muro.

Un giorno, Pacomio sentì la voce di Dio dicendogli di radunare tutti gli eremiti della regione e di costruirli una dimora. Pacomio costruì questo edificio a Tabennisi, lungo il Nilo, e ben presto, oltre cento monaci lo riempirono. Difatti, questo luogo è il primo ad aver portato il nome di monastero cenobitico.

Pacomio morì durante un epidemia all’età di 58 anni. Nonostante sia deceduto relativamente giovane, è comunque riuscito a fondare otto monasteri dove varie centinaia di monaci vivevano.

Anche se certe fonti menzionano che Antonio è il padre del monachesimo cenobitico (monachesimo della vita comune), è a volte comune riferire Pacomio come suo fondatore. Ci sono due ragioni dietro a questo: in primo luogo, anche se uno stile di vita cenobitico iniziò a svilupparsi intorno ad Antonio il Grande, fu Pacomio che fondò il primo luogo fisico dedicato al monachesimo cenobitico. Inoltre, anche se Antonio aveva sviluppato una regola monastica orale, Pacomio sviluppò una regola scritta per la sua comunità monastica, il primissimo della storia cristiana a farlo.

Torniamo quindi all’abbazia di Lerino. La regola di Pacomio, tradotta più tardi in latino dal Padre della Chiesa Girolamo, iniziò ad ispirare individui fuori dai confini egiziani, tra di loro, Onorato, il figlio di una famiglia nobile romana di Gallia settentrionale, che nacque due anni dopo la morte del monaco tebano.

Dopo che Onorato e suo fratello Venanzio diventarono cristiani, imbarcarono a Marsiglia nello scopo di visitare Israele e i monasteri di Siria e d’Egitto. Purtroppo, la morte di Venanzio in Grecia forzò Onorato a cambiare i suoi piani e tornare in Gallia.

Sulla via di ritorno, Onorato si fermò in Provenza dove incontrò Leonzio, il vescovo di Fréjus, una cittadina a 35 chilometri ad ovest di Cannes. Il suo contatto con il vescovo l’ispirò ad iniziare una vita di eremo su quest’isola deserta dell’arcipelago di Lerino. Ben presto tuttavia, vari discepoli si radunarono intorno ad Onorato, che fondò quindi l’abbazia di Lerino, nel 410.

Anche se non si sa davvero come Onorato scoprì la regola di Pacomio, iniziò ad applicare una simile regola qui a Lerino. Il monastero crebbe velocemente in importanza e vari eruditi e missionari di rilievo vissero e lavorarono qui. Anche San Patrizio è citato per esser stato formato qui, prima di tornare più tardi verso le isole britanniche e di diventare l’apostolo dell’Irlanda. Una nota negativa però: l’abbazia di Lerino è anche nota per essere un centro di sviluppo di un eresia chiamata semi-pelagianesimo, la quale fu condannata al concilio d’Orange nel sesto secolo.

Onorato non fu l’unico ad essere ispirato dalla regola di Pacomio. Quest’ultima fu davvero la svolta della storia del monachesimo. La regola fu poi fonte d’ispirazione per altre regole monastiche. L’esempio più noto è la regola di San Benedetto, la quale è stata fondamentale per il monachesimo cattolico romano fino ad oggi.

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

Responsabile Centro Schuman per l’Europa italiana e francese

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Foto: Wikipedia – Utente: Idarvol – Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/legalcode

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