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Un Viaggio Europeo #68 – Pieve Tesino (Italia)

Un Viaggio europeo #68 – Pieve Tesino (Italia)

Post Series: Italia

Alcide De Gasperi è noto per essere l’uomo della risurrezione italiana dopo la seconda guerra mondiale. La chiave del suo successo fu la sua comprensione che la democrazia poteva soltanto essere radicata nel cristianesimo.

Per questa terza tappa di una miniserie esplorando le radici cristiane dell’Unione europea, visiteremo Pieve Tesino, nella regione italiana del Trentino. È un paesino di 6000 abitanti situato nelle Dolomiti, a quasi 40 km di Trento.

Dalla strada provinciale, un vicolo stretto sale fino ad una piazzetta. Lì scopriamo una casa rosa che è diventata un museo in onore ad Alcide De Gasperi nel 2011. Sulla facciata vi è una lapide sulla quale sono scritte le parole seguenti:

In questa casa, tra questa gente intenta alle pazienti fatiche della montagna nacque Alcide De Gasperi il 3 aprile 1881. Dalle valli del Trentino, mosse per l’Italia e per l’Europa con fede in Dio e per essa nella libertà.

La casa natale di De Gasperi è un luogo perfetto per esplorare cinque periodi significativi della sua carriera politica che ci aiuteranno a capire come viveva la sua fede sulla pubblica piazza. Ma prima di dare un occhiata alla sua carriera, dobbiamo capire il contesto nel quale nacque. La sua regione, il Trentino, era parte dell’Impero asburgico. Nell’ottocento, le autorità imperiali iniziarono a centralizzare il potere a Vienna. Alcide De Gasperi crebbe in una minoranza italiana che si sentiva sempre più oppressa dal regime. Da giovane adulto, andò a studiare filologia a Vienna e ad Innsbruck. De Gasperi, un perfetto bilingue, diventò giornalista per un giornale italiano del Trentino ma anche per un giornale cattolico di lingua tedesca a Vienna.

Esploriamo quindi i cinque periodi principali della sua carriera.

In primo luogo, Alcide De Gasperi credeva ai valori della democrazia sin dalla sua giovinezza. L’enciclica Rerum Novarum, la quale era una risposta cristiana alla crescita del capitalismo e del socialismo, fu pubblicata nella sua infanzia. Questa pubblicazione del papa Leone XIII convinse Alcide De Gasperi che il futuro poteva soltanto essere costruito con una democrazia radicata nella fede cristiana. Quando diventò segretario generale del Partito popolare del Trentino, De Gasperi scrisse: Questo spirito democratico che ci anima non è una concessione alle tendenze di oggidì, ma un frutto di quel cristianesimo compreso socialmente, praticato dentro e fuori dell’uomo, in tutta la vita pubblica. Più tardi, rappresentò la comunità italiana del Trentino al parlamento di Vienna. Nella prima guerra mondiale, quando l’Austria organizzò la deportazione di civili italiani in campi di concentramento, Alcide De Gasperi cercò di convincere il governo di liberare il suo popolo, ma in vano.

In secondo luogo, Alcide De Gasperi fu una persona chiave nella creazione di un partito politico cattolico dopo che il Trentino fu incorporato in Italia. Basandosi sulla dottrina sociale cattolica formulata in Rerum Novarum, la chiesa cattolica romana cercò di plasmare il futuro dell’Italia in base ai principi democratici. Dopo una campagna elettorale proficua, Alcide De Gasperi diventò capo del gruppo parlamentare del partito nel 1921. Ma il suo successo politico fu improvvisamente ostacolato dalla crescita del fascismo.

Ciò ci porta al terzo periodo della carriera di Alcide De Gasperi. Nel 1922, Benito Mussolini prese il controllo del paese, e cinque anni dopo, De Gasperi, che era uno degli avversari più vigorosi del regime, fu incarcerato senza accusa. Dopo la sua liberazione sedici mesi dopo, ottenne un lavoro alla biblioteca del Vaticano. Siccome aveva già capito che il regime fascista crollerebbe prima o poi, usò questo tempo per riflettere, studiare e preparare il futuro dell’Italia dopo la caduta del regime. Le sue attese diventarono realtà quando la decisione di Mussolini di allearsi con i nazisti durante la seconda guerra mondiale diventò fatale per il regime.

In quarto luogo, Alcide De Gasperi fu il dirigente chiave della ricostruzione dell’Italia. Nel 1943, quando le truppe americane liberarono l’Italia meridionale, De Gasperi diventò membro del Comitato di liberazione nazionale, il quale radunava i dirigenti dei partiti banditi dai fascisti. Dopo la fine della guerra, De Gasperi fu scelto come Presidente del Consiglio. In un periodo di grande instabilità, riuscì a mantenere l’unità necessaria fra i dirigenti chiavi della politica italiana, e quindi a ricostruire le istituzioni e l’economia.

Un punto forte della sua carriera fu il suo discorso alla conferenza di Parigi nel 1947. Fu in quel momento che gli alleati decisero quali sanzioni imporre alle nazioni sconfitte. Anche se aveva estremamente sofferto alle mani dei fascisti, De Gasperi stava ormai chiedendo perdono per i reati della sua nazione. Egli non riuscì a ridurre le sanzioni per il suo paese. Tuttavia, il suo discorso convinse gli alleati che De Gasperi poteva essere un collaboratore affidabile per il futuro. Grazie a questo, l’Italia ricevette un aiuto economico cruciale, in particolare dagli Stati Uniti.

Il quinto ed ultimo periodo della sua vita fu dedicato al progetto europeo. Alcide De Gasperi, che condivideva la stessa fede di Konrad Adenauer e Robert Schuman, fu impiegato nella ricostruzione dell’Europa secondo i valori cristiani della libertà, della giustizia e della pace. Per un breve periodo, fu anche presidente dell’Assemblea europea (oggi il Parlamento europeo) prima di ritirarsi dalla vita pubblica nel 1954.

La fede di Alcide De Gasperi ha segnato la sua carriera politica con rare qualità d’integrità e di coraggio. Assai adeguatamente, qualche mese dopo il suo ritiro e prima di morire, De Gasperi pronunziò le sue ultime parole: ‘Gesù! Gesù!’

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

Responsabile Centro Schuman per l’Europa italiana e francese

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Foto: Wikipedia – Utente: CristianNX – Licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/legalcode

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