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Un Viaggio Europeo #53 – Kiev (Ucraina)

Un viaggio europeo #53 – Kiev (Ucraina)

Vladimiro il Grande è considerato come essendo il principe che ha cristianizzato le nazioni slave orientali. Ma perché il suo contributo è stato così importante?

È quel che esploreremo durante la terza tappa di questa miniserie sulle orme dell’espansione del Vangelo fra le nazioni slave orientali.

E per questa tappa, torniamo a Kiev, la capitale dell’Ucraina, dov’eravamo due tappe fa (tappa 51). Avevamo visitato una chiesa dedicata all’Apostolo Andrea, ma oggi, andremo a meno d’un chilometro più a sud sul monte Volodymyr che domina il fiume Dnepr. Lì, possiamo vedere il Monastero dorato di San Michele, il quale fu restaurato dopo la caduta dell’Unione sovietica, oppure il ministero ucraino degli Affari esteri.

Ma il luogo esatto che visiteremo è un monumento in un parco a mezzo chilometro dal monastero. Questo monumento è in onore a Vladimiro il Grande. Si tratta di una struttura massiccia ottagonale ricordando lo stile architetturale bizantino. Lì, vediamo il principe in piedi con una croce nella mano destra ed un capello in quella sinistra. Lo scultore russo Vasily Demut-Malinovsky iniziò la costruzione del monumento ma morì prima di finirlo. Fu poi lo scultore balto germanofono della corte imperiale russa, Peter Clodt von Jürgensburg, a finire il monumento, il quale fu poi inaugurato nel 1853.

Nella nostra ultima tappa, abbiamo scoperto come Vladimiro adottò il cristianesimo durante il suo tentativo di catturare la città greca di Cherson vicino a quel che è oggi Sebastopoli in Crimea. Ma la sua conversione personale non basta per spiegare come il cristianesimo diventò la fede dominante del suo paese. La Cronaca degli anni passati di Nestore dell’undicesimo secolo può aiutarci a trovare altri indizi.

L’adozione del cristianesimo come fede ufficiale del paese fu fortemente facilitata dalla conversione della maggioranza degli ufficiali di Vladimiro. Prima del suo battesimo a Cherson, Vladimiro era afflitto da una malattia agli occhi. La Cronaca spiega che Vladimiro fu miracolosamente guarito dopo il suo battesimo. Dichiarò poi: “Ora, ho visto il vero Dio.” Questo evento ebbe un’enorme influenza sugli ufficiali che erano con lui a Cherson. Tanti furono convinti della superiorità del Dio del cristianesimo e furono battezzati nello stesso luogo di Vladimiro.

Vladimiro tornò quindi nella capitale del suo paese, Kiev. Otto anni prima, Vladimiro aveva eretto un tempio pagano in onore al più grande dio del paganesimo slavo, Perun, probabilmente su questa collina. Ma quando Vladimiro tornò da Cherson, una delle sue prime decisioni era di buttare la statua di Perun nel Dnepr. Molti pagani andarono al fiume per vedere se il dio era capace di salvarsi. Tanti poi abbandonarono il paganesimo quando realizzarono che niente accadeva. Più tardi, Vladimiro costruì una chiesa sul luogo dedicato prima a Perun, un messaggio forte a tutti i suoi sudditi.

Il giorno dopo lo smantellamento del tempio pagano, Vladimiro ordinò tutti i cittadini di presentarsi sulla riva del Dnepr per essere battezzati nella fede cristiana. E quindi, il giorno dopo, tutto il popolo di Kiev era radunato per essere battezzato dai vescovi e preti greci che erano venuti da Cherson con Vladimiro. Lì, secondo la Cronaca, Vladimiro fece questa preghiera:

« O Grande Dio, che fece i Cieli e la Terra, guarda al tuo nuovo popolo. Permettili, o Signore, di conoscerTi, Tu il vero Dio, come Tu sei stato riconosciuto nelle terre cristiane, e conferma in loro una fede vera ed infallibile; e aiutami, o Signore, contro il nemico che mi oppone, che avendo fiducia in Te e nella Tua potenza, io possa superare tutte le sue insidie.”

Ovviamente, i metodi di conversione di Vladimiro sembrano piuttosto tirannici oggigiorno. Nella nostra comprensione moderna, la fede è una scelta privata che non può essere forzata da nessuno. Ma anche se è vero che la fede coinvolge una decisione personale, rischiamo di non realizzare che la fede ha anche delle implicazioni politiche importanti. Per la maggior parte della storia umana, le leggi di qualsiasi nazione sono sempre state radicate in una fede assoluta, che si tratti del cristianesimo o del paganesimo. E come lo abbiamo visto nel nostro ultimo episodio, Vladimiro era specialmente attratto dalla legge greca, la quale era radicata nella Bibbia. Aveva capito che questa legge era superiore ad ogni altra legge che aveva potuto incontrare. Ma per poter implementarla nel suo paese, Vladimiro sapeva che doveva fare del cristianesimo la fede ufficiale della sua principalità.

Tuttavia, il battesimo obbligatorio dei Rus’ di Kiev non era sufficiente per stabilire il cristianesimo nel suo popolo. Vladimiro costruì quindi altre chiese a Kiev e in altre città della sua principalità. Mandò dei preti per diffondere la fede cristiana al popolo del suo paese. Cercò anche di sviluppare il sistema educativo del suo paese stabilendo varie scuole e rendendo l’educazione obbligatoria ai bambini dei suoi ufficiali.

La presenza di un monumento in onore a Vladimiro il Grande non è soltanto un memoriale in onore all’arrivo del cristianesimo nel suo paese. È anche una testimonianza dell’impatto che la fede cristiana ha avuto in tutti i domini della vita nelle nazioni slave orientali.

Nella nostra prossima tappa, scopriremo come la fede cristiana si è diffusa fuori dall’Ucraina moderna, verso le terre lontane della Russia.

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

Responsabile Centro Schuman in lingua italiana e francese

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Foto: Wikipedia – Nome d’utente: Nick Grapsy – licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0/legalcode.it

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