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Un Viaggio Europeo #18 – Jelling (Danimarca)

Un viaggio europeo #18 – Jelling (Danimarca)

Il certificato di nascita della Danimarca

Oggi visitiamo la parte continentale della Danimarca, cioè la regione dello Jutland.

Andiamo in particolare in un paesino chiamato Jelling, a 12 km al nordovest della cittadina di Vejle.

Quando entriamo nel paesino circondato da prati e campi idilliaci, scopriamo delle case tipiche di mattoni rossi o case bianche con tetti neri. Un po’ più in là, troviamo un bel parco affianco alla strada principale, con due tumuli vichinghi, una chiesa bianca ed un cimitero. Quando camminiamo lungo il sentiero che porta verso la chiesa, scopriamo due pietre runiche, ciascuna sotto una protezione di vetro.

Ma cosa sono questi tumuli e queste pietre?

Prima di tutto, i tumuli erano delle sepolture tipiche dell’epoca vichinga pagana. Poi, le pietre runiche erano dei monumenti commemorativi generalmente eretti da ricchi o da sovrani per i familiari defunti. Il nome ‘runico’ si riferisce all’alfabeto utilizzato sulle incisioni di queste pietre.

Durante l’Età vichinga, Jelling era infatti la residenza dei rei dei Danesi. Ed ecco la storia dietro a queste pietre: la più piccola fu eretta dal re Gorm nel 10° secolo in memoria di sua moglie defunta Thyra.

Ma la seconda pietra, quella più alta, è probabilmente la pietra runica più famosa di tutte, al punto di essere sopranominata ‘il certificato di nascita della Danimarca.’ 

Ma perché questo soprannome?

Questa pietra con tre sfaccettature fu eretta dal figlio di Gorm, Aroldo Dente Azzurro. Se i tumuli sono testimoni del passato pagano dei Danesi, la grande pietra runica è una testimonianza della loro adozione del cristianesimo.

Su una sfaccettatura, scopriamo l’immagine d’un serpente gigante attaccando un leone. Poi, su un’altra sfaccettatura, troviamo l’immagine di Cristo con le braccia aperte, forse crocefisso, di fronte quel che sembra essere dei rami. L’opera d’arte rappresentata su questa pietra rivela un miscuglio interessante d’iconografia pagana e cristiana. Certi credono che l’opera descrive come il cristianesimo ha superato il paganesimo. Ed i rami potrebbero essere un riferimento al dio Odino che era stato impigliato su un albero per nove notti.

Tuttavia, troviamo altri indizi sul significato di questa pietra su una terza sfaccettatura, sulla quale vi è scritto:

Il re Aroldo ha ordinato che questo monumento sia fatto in memoria di suo padre Gorm e di sua madre Thyra. Che Aroldo ha conquistato tutta la Danimarca e la Norvegia e ha reso i Danesi cristiani.

Attraverso questo testo, scopriamo che Aroldo Dente Azzurro aveva varie ragioni per erigere questa pietra. Una di quelle era di fare un memoriale ai suoi genitori defunti Gorm e Thyra.

Ma il resto della frase spiega perché questa pietra ha una rilevanza nazionale. In primo luogo, troviamo qui il riferimento più antico del nome ‘Danimarca’ che significava ‘il territorio del popolo danese’. In secondo luogo, Aroldo rivendica di essere colui che ha reso i danesi cristiani.

La storia ci mostra tuttavia che il cristianesimo era apparso per la prima volta in Danimarca quasi due cento anni prima della nascita di Aroldo. Questo successe poco prima che Carlo Magno diventasse imperatore dei franchi, i vicini cristiani meridionali dei danesi. L’ostilità tra le due nazione rallentò la propagazione del Vangelo tra i danesi, perché il cristianesimo era principalmente percepito come la religione del nemico.

È stato quindi soltanto sotto Aroldo Dente Azzurro nel 10° secolo che il cristianesimo si è finalmente radicato nel suolo danese. Il suo soprannome ‘Dente Azzurro’ sembra un po’ sorprendente. Fu sopranominato così perché amava così tanto mangiare dei mirtilli che i suoi denti sono diventati blu. E oggi, la fusione delle sue iniziali runiche è utilizzata come simbolo di Bluetooth (Dente Azzurro) sui nostri telefoni e computer.

E quindi, come si è radicato il cristianesimo nella Danimarca nel regno di Aroldo?

Una persona chiave per la propagazione del Vangelo all’epoca era l’Arcivescovo di Brema, Unni, che predicò nello Jutland e nelle isole danesi. Dopo la sua morte, l’opera continuò con il suo successore Adaldago. Egli stabilì i primi tre vescovati della Danimarca, a Schleswig (oggi in Germania), a Ribe e ad Aarhus. Era ugualmente attraverso il suo ministero che Aroldo Dente Azzurro fu personalmente convertito. Più tardi, a causa dell’invasione della Danimarca da Otto II, Aroldo fu forzato di negoziare con l’imperatore franco. Di conseguenza, dovette costruire una cattedrale ed una chiesa su due ex siti pagani, rispettivamente ad Odense e a Roskilde.

Finalmente, qui a Jelling, Aroldo ha costruito una chiesa per dare una sepoltura cristiana a suo padre, che era stato prima sepolto in uno dei due tumuli pagani. Questo potrebbe spiegare perché uno dei tumuli è oggi vuoto.

Cosiccome la tomba vuota di Gesù testimoniava della sua risurrezione, il tumulo vuoto e le pietre di Jelling sono una potente testimonianza dell’adozione del cristianesimo dei danesi.

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

Responsabile Centro Schuman per l’Europa italiana e francese

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Mappa: https://d-maps.com/carte.php?num_car=14908&lang=en

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