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Un Viaggio Europeo #4 – Birka (Svezia)

Un viaggio europeo #4 – Birka (Svezia)

Apostolo del Nord

Lasciamo la Georgia dov’eravamo la settimana scorsa e viaggiamo per 3500 km verso il nord e la Svezia. E la nostra destinazione sarà l’isola di Björkö, che si trova sul Lago Mälaren, 30 km ad ovest di Stoccolma ed 15 km a nord della cittadina di Södertälje.

Su quest’isola si trova una collina che domina il lago, con una croce in cima chiamata la croce di Anscario.Non lontano si può vedere gli scavi di ciò che era una città chiamata Birka.

Per capire ciò che successe qui, dobbiamo tornare nel 9° secolo. In Europa occidentale, Carlo Magno aveva appena creato la sua versione cristiana dell’Impero romano, un risultato della conversione dei Franchi. Le terre nordiche però erano ancora pagane. La capitale spirituale dei Vichinghi era Uppsala(oggi Gamla Uppsala – Vecchia Uppsala), una città che dista 65 km a nord di Birka.

Com’è il caso oggigiorno, la società svedese conosceva già all’epoca una forma avanzata di democrazia. Il lato negativo però era che dei sacrifici umani erano regolarmente offerti ad Odino, un dio vichingo importante. Esiste pure una storia di un re chiamato Ane il Vecchio, che visse fino a 110 anni, ‘grazie’ ad un accordo passato con Odino ch’egli sacrificherebbe uno dei suoi figli ogni dieci anni in scambio di una vita lunga.

I primi Vichinghi diventati cristiani erano probabilmente dei mercanti che viaggiavano regolarmente in Germania ed in Olanda – le terre dei Franchi e dei Frisoni che erano già convertiti. A loro volta, hanno influenzato così tanto le loro terre che, nel 829, degli ambasciatori svedesi vennero alla corte dei Franchi in Germania per chiedere di mandarli un missionario per insegnarli.

Ed è qui che appare Anscario o Oscar nella storia. Nato a Corbie(vicino ad Amiens in Francia), era monaco nel monastero benedettino locale. Più tardi, fu trasferito nei pressi di Brema, nel nord della Germania. Avendo una reputazione di uomo pio, Anscario era stato scelto per essere questo missionario.

Dopo un viaggio pericoloso, Anscario arrivò a Birka nel 829. All’epoca in cui Stoccolma non esisteva ancora, Birka era un porto importante (grazie alla connessione agevole tra il lago ed il mar baltico). In realtà, c’erano forse già delle comunità cristiane di mercanti frisoni che vivevano là anche prima dell’arrivo di Anscario.

Nel corso del periodo di due anni di lavoro fruttuoso, egli visse un numero crescente di convertiti. Fra di loro era Herigar, un consigliere della corte reale, che costruì una cappella a Birka. Era forse il primo edificio di chiesa nella storia della Svezia.

Anscario se ne tornò in Germania nel 831. Più tardi fu ordinato arcivescovo d’Amburgo, per monitorare le missioni nei paesi nordici. Mandò poi il suo nipote Gautbert per continuare l’opera a Birka. Purtroppo non andò così bene. Gautbert lasciò presto l’isola e la chiesa che diminuiva era adesso lasciata senza neanche un pastore.

La chiesa di Birka raggiunse il suo punto più basso con solo tre persone. Fra di loro c’era una donna chiamata Frideburg. Si guardava vicino al suo letto una bottiglia di vino per assicurarsi di poter prendersi la comunione prima di morire nel caso non ci fosse neanche un prete per darle l’ultimo sacramento.

Alla fine Frideburg non ha avuto bisogno di farlo da se. Anscario, che non si era dimenticato di Birka, mandò un altro missionario tre anni più tardi. E nel 848, cioè 17 anni dopo la sua partenza, Anscario tornò per riempirvi un secondo mandato.

Un dettaglio interessante è che il re pagano degli svedesi consultò i suoi dei per sapere se poteva accettare la missione di Anscario. Grazie a Dio (stavolta con la maiuscola), egli ricevette una risposta favorevole. Questa volta, la missione ebbe un successo più grande. In tutta la provincia dell’Uppland, la gente si tornò alla fede in Cristo. Più tardi, Anscario se ne andò di nuovo, stavolta definitivamente e morì finalmente a Brema il 3 febbraio 865.

Oggi non c’è ne chiesa ne città sull’isola di Björkö, ma solo una croce e qualche scavo.

Questa storia può ricordarci della parabola di Gesù e del granello di senape. Cosiccome il granello doveva essere seppellito e morire per diventare alla fine un albero, la prima chiesa era quasi morta prima che si radicasse il Vangelo. Birka era il granello della Chiesa nelle nazioni nordiche. Più tardi ad esempio, un vescovo di Birka chiamato Hiltinus diventò probabilmente il primo missionario ad attraversare il mar baltico per evangelizzare la Finlandia.

La chiesa e la città di Birka sono sparite ma il regno di Dio è cresciuto ed ha modellato la cultura e la società nordica.

In questa stagione della storia, quando la chiesa sembra di nuovo essere sul punto di morire, questo può semplicemente essere il segno che il Regno sta per crescere ancora di più.

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

Foto: Jan Norrman / Riksantikvarieämbetet

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