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Un Viaggio europeo #58 – Nona (Croazia)

Nel corso del settimo secolo, varie tribù pagane croate invasero la provincia romana di Dalmazia. Eppure, meno di due secoli dopo, questa regione, ormai governata dai Croati, era un Ducato cattolico. Come questo fu reso possibile?

Per scoprire come i dirigenti croati si voltarono dal paganesimo al Cristianesimo, visiteremo oggi una cittadina chiamata Nona. Si trova su una laguna lungo il mar Adriatico nella parte centrale della Dalmazia, 15 km a nord della città principale dei dintorni, Zara.

A prima vista, Nona sembra essere soltanto un piccolo paesino lungo al mare. Tuttavia, i numerosi siti archeologici rivelano che questo luogo era un centro importante nei tempi antichi. Lì, scopriamo uno spazio aperto con le fondamenta di ciò che sembra essere stato piccole case. Al centro si trova l’unico palazzo ancora in piedi: una piccola chiesa chiamata “la Chiesa della Santa Croce”.

La chiesa, che fu costruita nel nono secolo, è fatta di muri bianchi voluminosi tipici dello stile preromanico. A causa della sua forma e dimensione, questa chiesa è stata sopranominata “la più piccola cattedrale al mondo”. È difficile credere che questa cittadina di meno di tremila abitanti aveva un ruolo importante nel corso dei primi secoli di presenza croata nella regione. Perché Nona era in realtà la prima capitale di Croazia.

Ma prima di parlare dell’importanza di questa chiesa, dobbiamo dare un’occhiata al panorama politico dell’epoca.

Quando i Croati arrivarono nel settimo secolo, Nona esisteva già da almeno milleseicento anni. Nel periodo preromano, i Liburni, una tribù illirica, viveva qui. E le scoperte archeologiche rivelano che Nona era un città mercantile importante, sia prima sia durante il periodo romano. Tuttavia, Nona perse tanto della sua importanza nel corso delle invasioni croate.

Quando i Croati arrivarono in Dalmazia, la regione era in uno stato di grande instabilità, non solo a causa dei Croati, ma anche a causa d’altri sviluppi politici in Europa. La Dalmazia era stata in precedenza una provincia romana sotto il controllo di Roma. Ma quando l’Impero romano d’Occidente crollò nel sesto secolo, la Dalmazia entrò in un periodo d’instabilità. L’Impero bizantino iniziò ad espandere il suo dominio nella regione. E un secolo dopo l’arrivo dei Croati, i Franchi si espanderò per raggiungere ugualmente la regione dove combatterò l’Impero bizantino. Finalmente, la pace di Aquisgrana definì il confine tra gli due imperi nella parte meridionale della Dalmazia. Questa regione diventò quindi uno Stato vassallo dell’Impero franco cattolico (cioè il Sacro Romano Impero), chiamato ‘Ducato di Croazia’.

I cambiamenti politici in quei due secoli possono sembrare molto complicati. Ma come questi eventi hanno influenzato la chiesa nella regione?

In una tappa precedente, abbiamo già visto che la Dalmazia era stata probabilmente cristiana almeno sin dal secondo secolo. All’epoca dell’arrivo dei Croati, sia i Cristiani cattolici sia i Cristiani bizantini erano presenti nella regione, anche se quest’ultimi erano più concentrati nelle città costiere dove tanti mercanti greci vivevano.

Quindi, come la Chiesa riuscì ad influenzare gli invasori croati a voltarsi al Cristianesimo?

La presenza sia della chiesa cattolica sia di quella bizantina nella regione ebbe un ruolo importante nell’evangelizzazione dei Croati attraverso i contatti che avevano con i Cristiani vivendo principalmente nelle città costiere. Inoltre, i Cattolici continuarono a mandare dei missionari, principalmente provenienti da Aquileia, vicino a Trieste in Italia.

Nella città di Nona, possiamo trovare varie tracce della conversione dei dirigenti croati.

La prima traccia si trova sull’architrave della porta della cappella della chiesa della Santa Croce. Lì troviamo la scritta latina seguente: GODES[L]AV IUPPANO […] ISTO DOMO COSTRUXIT. Anche se troviamo poca informazione su di lui, Godeslav era probabilmente uno dei primi dirigenti croati a vivere a Nona. E la scritta, che dice che la chiesa fu costruita durante il suo regno, sembra indicare che era uno dei primi dirigenti cristiani di Croazia.

La seconda traccia si trova nella casa rossa dietro alla chiesa. Questa casa è il Museo delle antichità di Nona. All’interno, troviamo una replica del fonte battesimale di Višeslav, uno dei successori di Godeslav. Višeslav fu infatti battezzato nella chiesa della Santa Croce. E molto notevolmente, possiamo ancora ammirare il fonte battesimale originale nella città di Spalato.

C’erano molto probabilmente anche delle ragioni politiche dietro al battesimo di Višeslav, perché fu durante il suo regno che il Ducato di Croazia diventò uno Stato vassallo del Sacro Romano Impero. La nuova situazione politica permise tuttavia alla chiesa cattolica di avere una presenza più stabile nella regione. Di conseguenza, più missionari arrivarono a Nona, e la prima capitale del Ducato di Croazia diventò molto probabilmente la prima base missionaria per l’evangelizzazione dei Croati.

È interessante notare che Nona, prima distrutta dai Croati pagani, diventò finalmente il centro principale di missione presso di loro. Laddove l’uomo meditava di fare il male, Dio lo trasformò in bene.

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

Responsabile Centro Schuman per l’Europa italiana e francese

Foto: Wikipedia – nome utente: Böhringer Friedrich – legame licenza: https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5/legalcode

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