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La Diversità Notevole D'Europa

La diversità notevole d'Europa

L’Europa assomiglia ad un enorme mosaica di lingue, di nazioni, di storie e d’etnie. Questa diversità può rappresentare una certa difficoltà per capire l’Europa. In quest’articolo, Dott. Evert van de Poll esplora certi aspetti della diversità europea.

Questo è un’abbozzo del futuro libro di Evert ‘Fede cristiana ed il modellamento dell’Europa’.

La diversità è effettivamente un aspetto notevole del nostro continente. Siamo una mosaica di identità etniche, di lingue, di storie nazionali, di tradizioni politiche, di culture e di stili di vita.

Diversità etnica

Per quanto riguarda le origini etniche, gli Europei sono effettivamente una folla mescolata. I loro antenati venivano dall’est, ben prima dell’inizio dell’era cristiana. Poi ci fu il periodo di sconvolgimento etnico chiamato ‘i grandi movimenti dei popoli’, verso la fine dell’Impero romano e nei secoli seguendo la sua caduta. Di conseguenza, una grande diversità etnica emerse: oltre ai Romani e ai Greci, ci furono i Celti, gli Scozzesi, i Bretoni, i Pitti, i Rus’, i Longobardi, i Sassoni, i Franchi, i Burgundi, i Germanici, gli Slavi, gli Ostrogoti ed i Visigoti, i Frisoni, i Danesi, i Vichinghi e tanti altri ancora. Tutte queste tribù parlavano una varietà di lingue, avevano dei modi di vita molto diversi e adoravano una moltitudine di dei.

Attraverso la storia, tanta gente migrò da una parte all’altra, spesso fuggendo gli sconvolgimenti politici, le difficoltà economiche o l’intolleranza religiosa, oppure una combinazione di questi. Oggi, c’è un influsso incessante di migranti non-europei, rendendo l’immagine etnica ancora più complessa. Delle tensioni tra gli stati nazioni moderni e le minoranze dentro i loro confini sono un fenomeno ricorrente.

Diversità linguistica

L’Europa è anche segnata dalla diversità linguistica dei suoi abitanti. Quando il parlamento europeo si raduna a Strasburgo, tutti i deputati portano delle cuffie che li permettono d’ascoltare la traduzione simultanea di ciò che gli altri dicono. Gli oratori sono fieri di usare la loro lingua madre per esprimere le loro opinioni. Centinaia di traduttori sono impegnati a tradurre ciò che ognuno di loro deve dire, in una ventina di lingue ufficiali dell’Unione europea. Per gli osservatori americani o cinesi, sembra una pazzia. Ma per gli Europei, è normale. Questo è precisamente quello che ci rende europei: comunichiamo e cooperiamo in maniera multilingua perché non vogliamo che una lingua o una cultura domini sul resto. Per preservare la nostra diversità, accettiamo che tante lingue siano usate. Cerchiamo quindi d’imparare una o due altre lingue, e traduciamo. Con la crescita dell’interazione tra i popoli di questo continente, c’è una richiesta sempre crescente per degli interpreti e dei traduttori. Questo è tipico del modo in cui facciamo le cose in questa parte del mondo. Un detto attribuito all’autore italiano Umberto Eco riepiloga questo fenomeno molto bene: ‘L’Europa è traduzione.’

La diversità linguistica d’Europa è un ostacolo maggiore per la sua cooperazione economica e la sua integrazione politica. Eppure, altri insistono che è un bene, una ricchezza culturale. Siccome l’Unione europea s’impegna a mantenere la diversità a tutti i livelli, è considerata come un modello per altre regioni del mondo dove i paesi sono separati da confini linguistici e culturali. La mappa qui sopra mostra la varietà linguistica.

Ci sono tre famiglie linguistiche principali: latina o romana (varie forme di punti quadrati), germanica (linee oblique) e slava (linee orizzontali). Sparse fra queste sono altre lingue, certe di loro sono affine tra di loro (il basco, le lingue celtiche in Irlanda e nel Regno Unito, il finnico, l’estone, il lettone ed il lituano, l’albanese ed il greco, l’ungaro, il turco).

La distribuzione geografica delle lingue è tale che possiamo distinguere tre regioni linguistiche maggiori: ‘latina’ nel sudovest, ‘germanica’ nel nordovest, e ‘slava’ ad est. Notate la mosaica di lingue nel sudest.

Diversità di storie 

Un elemento maggiore della cultura è la memoria collettiva deglii eventi storici che hanno plasmato le condizioni di vita dei popoli. Qui ancora, l’Europa è segnata da una diversità d’esperienze storiche. Ogni paese europeo ha la sua esperienza storica e quindi la sua memoria del passato. Le storie particolari sono state determinate da luoghi geografici, da sviluppi economici, da guerre ed invasioni, da rivalità e da alleanze politiche. La memoria dei Polacchi, ad esempio, è segnata dalla sottomissione ai popoli circondanti: i Prussiani, gli Austriaci ed i Russi. La memoria comune degli Italiani è segnata da secoli di divisione interna e dal fatto che la loro capitale è simultaneamente il centro istituzionale della Chiesa cattolica romana mondiale. La memoria dei Tedeschi è segnata dagli scontri tra i principi protestanti e cattolici, e dalle ambizioni imperiali fatali del secondo e del terzo reich. Mentre cetre nazioni hanno una storia lunga, datando dall’alto medioevo (Inghilterra, Francia), altre sono state stabilite molto più tardi. Il Belgio fu creato nel 1830, la Slovacchia nel 1993.

Evert Van de Poll

Professore di Studi religiosi e di Missiologia, Facoltà teologica evangelica, Lovanio, Belgio, e pastore con la Federazione battista francese.

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