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Un Viaggio Europeo #43 – Basilea (Svizzera)

Un viaggio europeo #43 – Basilea (Svizzera)

Questa è la terza tappa di una miniserie dedicata ai cinquecento anni della Riforma svizzera. Esploriamo in particolare la vita di Ulrico Zwingli, la figura centrale che scatenò questa Riforma.

Nella nostra ultima tappa, ci siamo fermati a Glarona per esplorare come viveva da prete prima che l’invasione francese lo abbia sforzato a fuggire in un luogo isolato nel 1516.

Prima di esplorare ciò che successe lì, propongo di visitare Basilea in Svizzera settentrionale, perché è un luogo chiave nella vita di Zwingli. Basilea è una delle città più importanti del paese ed è situata lungo il Reno, vicino ai confini con la Germania e la Francia.

Per questa tappa, visiteremo il centro storico di Basilea sulla sponda sinistra del Reno. Lì possiamo vedere vari palazzi del Medioevo. Ma per questo episodio, entreremo in un vicolo chiamato Rheinsprung, vicinissimo al Mittlere Brücke (Ponte centrale). Cinquanta metri dopo, scopriremo due palazzi particolarmente importanti, l’uno di fronte all’altro: a destra si trova la Martinkirche (Chiesa di San Martino) e a sinistra l’Antica Università di Basilea.

Questo palazzo affacciato al Reno è in realtà la più vecchia università di Svizzera, e fu fondata il 4 aprile 1460 tramite l’ordine di una bolla pontificia. Varie persone illustre studiarono qui, quali i due matematici Leonhard Euler e Daniel Bernoulli, il fisico Paracelso, il filosofo Friedrich Nietzsche, il teologo Karl Barth, ed ovviamente, Ulrico Zwingli.

Esiste a volte una tendenza di credere, specialmente nei circoli protestanti, che i riformatori erano soli nelle loro convinzioni. Anche se sono stati effettivamente molto coraggiosi, non erano soli ma facevano parte di un movimento più ampio di tante persone, certe di quelle sono diventate famose ed altre no. Come lo dice la Bibbia, “I disegni falliscono dove non c’è consiglio, ma riescono dove c’è una moltitudine di consiglieri.” (Proverbi 15:22), e questo principio era parte del successo della Riforma. Ulrico Zwingli non era solo. E Basilea sembra essere il luogo migliore per saperne di più sulla sua rete d’amici, ed è la ragione per la quale siamo qui.

Nel nostro primo episodio, abbiamo scoperto che Ulrico Zwingli aveva già vissuto a Basilea due volte nella sua giovinezza, prima in un convitto da bambino, e più tardi da insegnante di scuola e studente della facoltà di teologia. Era in questo secondo periodo che incontrò Thomas Wyttenbach, la cui predicazione lo toccò profondamente.

Ma Zwingli tornò a Basilea una terza volta nel 1514. La ragione principale della sua visita era che uno degli eruditi più famosi d’Europa, Erasmo da Rotterdam, era appena arrivato all’università.

All’epoca, Erasmo stava ancora scrivendo il suo magnum opus, la traduzione parallela del Nuovo Testamento in greco ed in latino. La sua opera fu pubblicata qui a Basilea nel 1516 e influenzò profondamente la Riforma in Europa. Quando Erasmo arrivò a Basilea, fu ricevuto con gli onori più alti. Ma aveva anche sentito parlare di Zwingli e era impressionato dal suo lavoro. Scrisse una lettera di lode al prete di Glarona: “Lei fa il massimo per civilizzare e nobilitare (la società svizzera), sia tramite gli studi sia tramite la condotta morale degna d’ammirazione.” Zwingli, che aveva trovato un’ispirazione in Erasmo, viaggiò a Basilea dove potette incontrarlo in prima persona. Il tempo condiviso con Erasmo lo incoraggiò a continuare i suoi sforzi per una Riforma.

Nella sua stagione a Basilea, Zwingli incontrò altre persone che diventarono molto strumentali nella Riforma Svizzera. Consentitemi di menzionarne due :

Il primo era Oswald Myconius (Oswald Geisshüsler in tedesco). Nato a Lucerna, Myconius studiò a Rottweil (oggi in Germania ma all’epoca parte della Confederazione svizzera), Berna e finalmente Basilea dove diventò rettore di scuola, prima a San Teodoro e poi a San Pietro. Myconius adottò le opinioni ed il messaggio di Zwingli, seguendolo poi a Zurigo. Dopo la morte di quest’ultimo, Myconius tornò qui, a Basilea, dove scrisse la sua opera più importante, la Confessione di Basilea.

La seconda persona era un uomo tedesco chiamato Johannes Hussgen. Ma non era conosciuto con questo nome. All’epoca, era corrente tradurre i cognomi in greco. E quindi, siccome Hussgen significava ‘casa brillante’, Johannes tradusse il suo cognome in ‘luce nella casa’, cioè Oecolampadius, o Ecolampadio. Nato in Bavaria, Ecolampadio studiò diritto a Bologna prima di venire a Basilea per studiare la teologia. Qui fece amicizia con Zwingli e diventò assistente d’Erasmo. Quest’ultimo gli offrì un regalo rarissimo all’epoca: i quattro primi capitoli del Vangelo di Giovanni. Ecolampadio servì nella Chiesa di San Martino di fronte all’università. E grazie alla sua educazione, difese brillantemente le posizioni riformate nei dibattiti teologici della città. Finalmente, diventò profondamente influente nell’adozione della Riforma a Basilea, qualche anno dopo.

Mi manca tempo e spazio per menzionare altri nomi. Ma la rete di Zwingli di amici saggi e fedeli faceva certamente parte della chiave dietro al successo della Riforma svizzera.

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

Responsabile Centro Schuman per l’Europa italiana e francese

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Foto: Vecchia università di Basilea (dominio pubblico)

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