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Un Viaggio Europeo #22 – Varsavia (Polonia)

Un viaggio europeo #22 – Varsavia (Polonia)

Scenda il tuo Spirito!

Visitiamo oggi la capitale della Polonia, Varsavia.

Potremmo esplorare questa città vecchia di 1400 anni per vari giorni. La Piazza del Palazzo, il Castello reale, la Cattedrale San Giovanni o il Barbacane di Varsavia sono soltanto qualche attrazione che la città offre. 

Il luogo che visiteremo oggi è localizzato a meno di un chilometro a sud del centro storico: si tratta della Piazza Piłsudski. Il nome della piazza è in onore a Józef Piłsudski che era stato il Capo di Stato della Seconda Repubblica di Polonia per qualche mese nel 1930. La piazza ha avuto altri nomi nel passato, quali la Piazza sassone fino alla seconda guerra mondiale, la Adolf Hitler Platz durante l’occupazione nazista, e la Piazza della Vittoria dopo la guerra, in memoria della vittoria contro i nazisti durante la seconda guerra mondiale.

La piazza è fatta di pavimento di cemento. È abbastanza larga e sembra piuttosto vuota, a parte per la Tomba del Milite Ignoto ed una croce enorme di cemento.

La presenza della croce in questa piazza è un ricordo della famosa omelia di Giovanni Paolo II proprio qui il 2 giugno 1979 (esattamente quarant’anni fa questa domenica). Anche se è poco conosciuta dagli europei occidentali, quest’omelia è ormai un elemento cruciale della storia nazionale polacca.

Esploriamo quindi le circostanze intorno a questa visita storica.

Dopo la morte del papa Giovanni Paolo I nel 1978, il Cardinale Karol Wojtyła diventò il primo papa non italiano dopo quasi cinque cento anni. Il fatto che era polacco era ancora più sensazionale ad un epoca in cui la sua nazione era sotto il comunismo.

Nella sua prima omelia in Piazza San Pietro a Roma nell’ottobre 1978, il papa Giovanni Paolo II diede il tono del suo ministero proclamando “Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà… Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo. Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa!” L’enfasi sulla persona di Cristo, la chiamata di aprire i confini degli Stati e la chiamata ripetuta di non aver paura erano dei messaggi chiari per il suo popolo di Polonia.

Qualche mese dopo, nel 1979, il papa Giovanni Paolo II visitava la Polonia per la prima volta sin dalla sua elezione. Era pure la prima volta che un papa aveva il permesso di visitare un paese comunista. Uno dei suoi predecessori, Paolo VI, aveva desiderato farlo proprio in Polonia negli anni 1960 ma le autorità dell’epoca avevano rifiutato. L’anno 1979 era inoltre il 900° anniversario della morte di Stanislao di Cracovia, una persona chiave nella cristianizzazione della Polonia che fu martirizzato dal re Boleslao l’ardito. 

Anche se la sua visita in Polonia comprendeva vari luoghi del paese, quali la sua città natale Wadowice, era la sua omelia del 2 giugno 1979 qui a Varsavia che lasciò un’impronta nella storia della Polonia.

Ma cos’è che ha segnato così tanto la Polonia nella sua omelia?

Alla vigilia di Pentecoste, Giovanni Paolo II rammentò al suo pubblico le ultime parole di Gesù: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20). Proclamò poi che “Il giorno di Pentecoste è il giorno della nascita della fede e della Chiesa anche nella nostra terra polacca. È l’inizio dell’annuncio di grandi cose del Signore, anche nella nostra lingua polacca. È l’inizio del cristianesimo anche nella vita della nostra nazione: nella sua storia, nella sua cultura, nelle sue prove.”

Giovanni Paolo II continuò: “non si può escludere Cristo dalla storia dell’uomo in qualsiasi parte del globo, e su qualsiasi longitudine e latitudine geografica. L’esclusione di Cristo dalla storia dell’uomo è un atto contro l’uomo…Non è possibile capire e valutare, senza Cristo, l’apporto della nazione polacca allo sviluppo dell’uomo e della sua umanità nel passato e il suo apporto anche al giorno d’oggi.”

La sua omelia offriva al popolo polacco una visione fresca della vita, una visione del mondo completamente all’opposto della visione atea e senza speranza dell’uomo come parte del sistema.

Ma le parole cruciali della sua omelia furono pronunciate nella sua preghiera di chiusura, nella quale disse:

Scenda il tuo Spirito!

Scenda il tuo Spirito!

E rinnovi la faccia della terra,

Di questa terra.

Amen.

L’omelia di Giovanni Paolo II ebbe anche un’influenza profonda su un elettricista di Danzica chiamato Lech Wałęsa. La sua lotta per la libertà, attraverso il sindacato Solidarność che aveva fondato, contribuì alla caduta del comunismo nel 1989.

Dio ha davvero risposto alla preghiera di Giovanni Paolo II. Il suo Spirito è davvero sceso e ha davvero rinnovato la faccia della Polonia. Nell’Europa secolarizzata odierna, preghiamo queste parole con la stessa passione.

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

Responsabile Centro Schuman per l’Europa italiana e francese

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Mappa: https://d-maps.com/index.php?lang=it

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