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Una Storia, Un Libro

Una Storia, un Libro

Il messaggio centrale che ci annuncia la Bibbia è che Gesù Cristo è venuto sulla terra, è morto e risorto, per riconciliare uomini e donne al Padre. Questo messaggio non ha soltanto cambiato milioni di vite, ma ha anche trasformato l’Europa. In quest’articolo, Dott. Evert van de Poll spiega come questo messaggio ha plasmato il Vecchio Continente.

Questo è un’abbozzo del futuro libro di Evert ‘Fede cristiana ed il modellamento dell’Europa’.

Da Europei, siamo molto consapevoli della nostra diversità. Siamo circondati da una mosaica di origini etniche, di lingue, di storie nazionali e regionali, di tradizioni politiche, di culture e di stili di vita. La maggior parte dinoi siamo molto attaccati alla nostra identità particolare.

Ci sentiamo ‘Europei’ soltanto in modo secondario o accessorio. Eppure, siamo parte di quest’insieme tipico chiamato Europa. Visto da fuori, le varie popolazioni di questo continente hanno tanto in comune. Sebbene ogni gruppo etnico ed ogni nazione sul continente ha la sua storia particolare da raccontare, e sebbene si sono battuti a vicenda aspramente e continuamente, le loro storie sono segnate da certi denominatori comuni, cosicché possiamo parlare d’una storia combinata nella quale il destino di questi popoli è stato strettamente interconnesso. 

Il primo filo conduttore nella storia fu intrecciato dall’Impero romano. Quest’ultimo radunò le regioni meridionali sotto lo stesso sistema amministrativo, e diffuse la cultura greco-romana che diventò una specie di strato sulle culture e religioni locali esistenti. Questo diede una coesione alla popolazione eteroclita dentro i suoi confini. Tuttavia, era un impero mediterraneo, anche se si è diffuso verso il nordovest fino alla Gran Bretagna. La maggior parte di quel che viene chiamato ora ‘Europa’ era fuori dall’impero. Adottando i pregiudizi culturali dei Greci, i Romani chiamarono collettivamente i gruppi etnici fuori dai loro confini, sia al sud sia al nord, ‘Barbari’.

Il secondo, e persino più importante, denominatore comune è la fede cristiana. Siccome diventò la religione ufficiale dell’Impero romano, nel quarto secolo d.C., diede una coesione religiosa e culturale ai popoli dentro questo impero. Dopo il caos consecutivo alla caduta della parte occidentale dell’impero, la Chiesa spiccò come unica forza di coesione tra la sua popolazione multiculturale e le numerose tribù invadenti che, molto notevolmente, adottarono la religione del popolo che avevano conquistato o cacciato via.

Inoltre, il messaggio cristiano fu diffuso ben oltre dove gli eserciti romani si sono avventurati, al nord e ad est. La stessa Storia che fu raccontata ai Greci e ai Romani era ormai raccontata anche ai Galli ed ai Celti, agli Scozzesi e ai Pitti, agli Angli e ai Sassoni, ai Frisoni e ai Franchi, ai Germani e ai Goti, agli Slavi e ai Rus’, e ai Vichinghi. Furono integrati nel dominio cristiano, il loro quadro di riferimento diventò la religione cristiana e una visione religiosa biblica del mondo. Nel corso dei secoli, questo portò ai valori e comportamenti che sono diventati conosciuti come ‘Europei’ e che sono ora generalmente considerati ‘normali’ o ‘evidente’.

Abbiamo quindi ‘le due correnti della storia che sgorgarono nella vita dell’Europa nei due ultimi millenni’, come lo formulava così bene Lesslie Newbigin. Da una parte, la corrente sgorgava dalla cultura classica e dalle strutture amministrative, con la sua fonte nella storia dell’Impero romano, e da un’altra parte ‘la corrente che viene dalla storia d’Israele raccontata attraverso la Bibbia e dalla memoria viva di questa storia nella vita della Chiesa cristiana’.[1]E continua dicendo:

Quel che fece dell’Europa un entità culturale e spirituale distinta è il fatto che, per migliaia di anni, le tribù barbariche che si furono stabilite lì furono educati sia nella storia biblica sia nell’insegnamento dell’antichità classica, l’eredità di Grecia e di Roma. I loro dirigenti intellettuali furono insegnati in greco ed in latino, ma la storia che ha plasmato il loro pensiero fu la Bibbia (…) La storia biblica diventò l’unica storia che ha plasmato la comprensione di chi siamo, di dove veniamo, e di dove andiamo… È proprio perché l’Europa sviluppò più tardi il modo di pensare e d’organizzare la vita, ora conosciuto in tutto il mondo come ‘modernità’, che non possiamo capire la modernità senza capire questa parte della nostra storia.[2]

Dalle isole mediterranee alle dimore dei Vichinghi dell’estremo nord, dalle costiere irlandese e scozzese fino alle vaste pianure della Russia, la gente raccontava e si ricordava della stessa storia di Gesù Cristo, seguendo lo stesso calendario liturgico, in teatri e canti popolari, sulle sculture e sui dipinti. La storia dell’unico Dio che ha creato tutte le cose, che ha rivelato la sua parola ai profeti e agli apostoli della Bibbia, e che ha così tanto amato il mondo che mandò il suo Figlio eterno come Salvatore di tutti, Gesù Cristo, che diventò uomo come noi, che morì su una croce crudele per i peccati del genere umano, e che risuscitò dalla morte, per riconciliare uomini e donne in tutto il mondo con Dio e darli la vita eterna.

Questa storia di Gesù Cristo fu trasmessa dappertutto. Era basicamente la stessa in tutta l’Europa, qualunque sia la lingua o l’usanza nella quale fu formulata, qualunque sia la teologia che fu espressa. Lo storico Norman Davies conclude: ‘Questo posò le fondazioni per ciò che sarebbe emerso da ente geografico consapevole identificandosi da Europa, distinto dal suo sfondo asiatico’.[3] (Si riferisce al fatto che le numerose tribù migrarono inizialmente dall’Asia.)

Con la Storia arrivò il Libro. Per un lungo periodo, la Bibbia era letta soltanto dai colti e il clero trasmetteva le sue storie oralmente alla gente comune. Poi arrivò la stampa che rese la Bibbia disponibile ai Cristiani ordinari nella loro lingua. Non solo è rimasta il best-seller assoluto fino ad oggi, ma è diventata la fonte più importante d’ispirazione per plasmare il panorama sociale, culturale e religioso d’Europa.

Esiste una tendenza fra gli intellettuali odierni di sminuire quest’influenza e di pretendere che l’Europa moderna sia stata piuttosto plasmata dalle idee dell’umanesimo e dell’illuminismo. Dimenticano spesso che questi movimenti erano profondamente radicati nell’insegnamento cristiano morale. Le idee basate su questa Storia e questo Libro hanno profondamente influenzato la visione secolare del mondo e la sfera pubblica secolare di oggi.

Evert Van de Poll

Professore di Studi religiosi e di Missiologia, Facoltà teologica evangelica, Lovanio, Belgio, e pastore con la Federazione battista francese.

Foto: dominio pubblico, www.flickr.com


[1]Lesslie Newbigin, Proper Confidence, p. 2.

[2]Idem, p. 3 and 13.

[3]Norman Davies, Europe, p. 216.

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