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Un Viaggio Europeo #47 – Turku (Finlandia)

Un viaggio europeo #47 – Turku (Finlandia)

Quali sono gli elementi necessari per costruire l’idea di essere una nazione? Abbiamo bisogno di una lingua comune, una cultura comune, una storia comune, una legge comune oppure una combinazione di tutte queste cose?

In questo episodio, esplorerò uno degli elementi principali che ha costruito la nazione finlandese.

Innanzitutto, nell’Antico Testamento, tutti gli elementi che ho menzionato facevano parte della nazione d’Israele. In particolare, la storia comune condivisa dal popolo doveva essere trasmessa di generazione in generazione. Non si trattava di trasmettere meramente dei nomi e delle date. Ma soprattutto, la loro storia raccontava ciò che Dio aveva fatto per Israele. Per questa ragione, Israele costruì dei monumenti per ricordarsi degli atti potenti di Dio (Giosuè 4). Israele scrisse ugualmente dei libri raccontando la storia degli atti di Dio per la loro nazione, come i libri dei Giudici, di Samuele, dei Re e delle Cronache

La chiesa medievale finlandese aveva capito che questo concetto biblico della storia poteva anche plasmare la loro nazione. Il luogo migliore per capirlo è Turku, nella regione di Finlandia del Sudovest (o Finlandia Propria). La prima volta che abbiamo visitato questa città (vedere tappa 23), abbiamo scoperto un monumento in onore a Mikael Agricola, il riformatore finlandese del cinquecento (anche conosciuto come padre della lingua scritta finlandese), affianco alla cattedrale. Oggi, cammineremo trecento metri e attraverseremo la via chiamata Uudenmaankatu.

Nel parco dall’altro lato della strada, scopriremo un altro monumento rappresentando un uomo seduto su una sedia con una penna in mano. Questo uomo è un erudito finlandese chiamato Henrik Gabriel Porthan. È considerato il padre della storia finlandese. Il parco dove si trova questa statua porta ugualmente il suo nome. Questo monumento, costruito dallo scultore svedese Carl Eneas Sjöstrand, fu inaugurato nel 1864. Sotto questa statua, possiamo vedere lo stemma finlandese circondato da due angeli, i quali potrebbero apparentemente simbolizzare lo spirito dell’illuminismo o della scienza.

Henrik Gabriel Porthan era specializzato nella mitologia finlandese e la poesia popolare. Le sue opere svegliarono l’interesse del popolo finlandese per le storie popolari (queste furono trascritte più tardi nel Kalevala) e la mitologia finlandese. Tuttavia, la ragione per la quale Porthan è conosciuto come padre della storia finlandese è la sua pubblicazione della Cronaca dei vescovi (tra il 1784 e il 1800). Questa era un opera maggiore di 900 pagine sulla storia finlandese, con 56 tesi accademiche.

Ma anche se l’opera di Porthan era la prima opera accademica del genere, la Cronaca dei vescovi era un’opera ben più antica. La prima Cronaca, composta di una lista di biografie dei vescovi di Turku, fu scritta in questa città nel trecento. Due secoli dopo, uno dei riformatori principali di Finlandia, Paulus Juusten, perfezionò la Cronaca emendando le biografie e estendendo la lista dei vescovi fino alla sua epoca.

Paulus Juusten non considerava la storia come una semplice trasmissione di date e di nomi. Egli capiva invece la definizione biblica della storia che riconosceva l’opera di Dio presso il popolo finlandese. Juusten scriveva che Dio “ci aveva chiamato dalle tenebre del paganesimo per giungersi ed essere parte della santa chiesa, e ci guidava con amore attraverso i tempi presenti, mandandoci continuamente dei servitori del Vangelo.”

Paulus Juusten sapeva che la Finlandia era stata trasformata attraverso l’impatto del Vangelo presso i suoi concittadini. La Bibbia insegnava che l’idea di nazione d’Israele doveva essere nutrita attraverso l’insegnamento della storia di ciò che Dio aveva fatto per la nazione. Non è quindi sorprendente che Juusten considerava che era molto importante trasmettere la storia di ciò che Dio aveva fatto per la sua nazione alle generazioni successive.

Più tardi, la Cronaca di Juusten fu pubblicata in Germania all’inizio del settecento. E qualche decennio dopo, Henrik Gabriel Porthan incluse la Cronaca di Juusten nella sua opera ampliata.

Anche se Porthan fu uno dei primi ad aver elevato lo studio della storia finlandese a livello accademico, era la comprensione cristiana della storia di Juusten che era fondamentale per lo sviluppo della storia finlandese. Inoltre, lo spirito dell’illuminismo e lo spirito della scienza non hanno segnato l’inizio dello studio della storia finlandese come i due angeli sul monumento qui a Turku potrebbero farci credere. Anche se Henrik Gabriel Porthan potrebbe essere identificato oggigiorno come un teologo liberale, bocciava apertamente l’ateismo dei filosofi dell’illuminismo.

La nazione biblica d’Israele fu finalmente distrutta perché aveva dimenticato ciò che Dio aveva fatto per lei. Nello stesso modo, la Finlandia avrà un futuro soltanto se recupererà una comprensione biblica della sua storia. Riscoprire ciò che Dio ha fatto in Finlandia è l’unica salda fondazione per il futuro di questa nazione nordica.

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

Responsabile Centro Schuman per l’Europa italiana e francese

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Foto: Wikipedia – utilizzatore: Andrei Niemimäki – legame licenza: https://commons.wikimedia.org/wiki/Commons:GNU_Free_Documentation_License,_version_1.2

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