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Riforma Sociale Cristiana: Qual è L’agenda (3a Parte)

Riforma sociale cristiana: qual è l’agenda (3a parte)

Una conferenza fondamentale su perché e come i cristiani dovrebbero essere coinvolti sulla piazza pubblica. Dal Dr. Michael Schluter (Jubilee Centre) per il Centro per il cristianesimo contemporaneo in Irlanda.

Credo che la legge biblica è la rivelazione di Dio sul modo di applicare le priorità relazionali in un contesto storico specifico.

Questa visione sociale biblica è riassunta nella parola ‘giustizia’ (ebreo tsdq), significando delle relazioni giuste nella società. Con il famoso discorso ‘I have a dream’ (ho un sogno), Martin Luther King inspirò tutto il movimento dei diritti civili negli Stati Uniti. Cos’era il suo sogno per la società americana? Che cos’era che desiderava così tanto? Era che i neri ed i bianchi possano vivere insieme in una vera armonia. Questa era la sua visione, il suo sogno. Ed era un’espressione di tsdq, di giustizia, di relazioni giuste. Anche se possiamo essere dubitosi per quanto riguarda la vita e l’etica personale di King, penso che quest’espressione d’etica pubblica si avvicina alla visione biblica. 

Ci sono ovviamente delle obiezioni sull’uso della legge biblica oggigiorno. Non voglio dedicare tempo su questa questione adesso.[1] Voglio focalizzarmi invece sulla questione di dove Gesù s’inserisce quando diciamo che la legge biblica è una categoria importante per pensare alla politica pubblica.

La prima cosa da dire è che Gesù dimostra delle relazioni perfette. È lui il modello da imitare. La sua relazione con le donne è molto interessante. Sono sicuro che potete pensare a tanti esempi nel suo ministero in cui Gesù dimostra il suo rispetto per le donne.

È inoltre interessante riflettere sul fatto che, mentre Gesù aveva delle relazioni perfette, erano di profondità diverse con persone diverse. Quindi, ad esempio, egli incontrò certe persone solo una volta, spesso con chi era nella folla. Con i dodici discepoli, sviluppò delle relazioni di profondità notevole. Con tre dei discepoli, egli sembra aver sviluppato delle relazioni particolarmente vicine e speciali. Quindi Peter sale sul Monte della Trasfigurazione mentre il suo fratello Andrea è lasciato dietro. Dio non esige di noi di avere delle relazioni profonde con tutti. Non era neanche il caso di Gesù. Sì, aveva delle relazioni perfette, ma erano di profondità diverse con persone secondo il modo in cui egli credeva che il Padre lo aveva diretto. Gesù gestiva il suo tempo in un modo da cui, credo, tanti di noi dovremmo imparare.

Parimenti, Gesù capiva che tanti problemi, per esempio intorno al denaro o alla sanità, erano in realtà sulle relazioni. Il paralitico sceso attraverso il tetto voleva che la sua salute fosse restaurata. Ma la prima cosa che Gesù disse era: “I tuoi peccati sono perdonati.” Gesù trattò prima la relazione del paralitico con Dio prima di fare qualsiasi cosa con la sua condizione fisica. Quindi, Gesù guardò al bisogno di salute di quest’uomo da una prospettiva relazionale invece di una prospettiva fisica.

In secondo luogo, Gesù dimostra il senso completo e l’applicazione completa dei valori e delle priorità relazionali. Applica le leggi governando le azioni anche per coprire gli atteggiamenti. Et Gesù parla in tante occasioni sul modo in cui il denaro influisce particolarmente le relazioni. Usa il debito come modo di parlare delle conseguenze relazionali del peccato. Ed in una parabola mostra l’importanza dell’uso del denaro in modi che costruiscono le relazioni. Dice che siccome il denaro è una cosa del passato, dovremmo quindi cercare di farci degli amici nel cielo (Luca 16:9). Il denaro ha un impatto enorme sulle relazioni e Gesù ne discute ampiamente.

Soprattutto, Gesù offre una soluzione alla rottura delle relazioni. Sembra che ad ogni livello, esiste un problema costante di relazioni disfunzionali e di relazioni spezzate. In Kosovo, forse più di diecimila persone sono state uccise nelle violenze etniche. Eppure sono stato in Ruanda dove ci ricordano che hanno perso quotidianamente diecimila persone per novanta giorni di fila e nessuno è intervenuto per loro dall’Europa. Nessuno ha mai investito quindici miliardi di sterline per un qualsiasi intervento in Ruanda. Eppure la violenza lì era di dimensione totalmente diversa di tutto quello visto in Kosovo, senza parlare dell’Irlanda del Nord.

Come si costruiscono le relazioni dopo un genocidio? Come si può superare anni, anzi decenni, di rancore in un paese come il Ruanda? Devo dire che è molto difficile trovare qualsiasi forma di soluzione senza tornare alla croce. Non c’è motivo di perdonare la gente che vi ha causato torto, che ha cacciato la vostra famiglia, o dei vicini che hanno ucciso la vostra famiglia. Cosa dite ad un responsabile di chiesa che parla con amarezza dell’altro campo? Cosa gli dite quando scoprite che ha perso sua moglie e cinque bambini nel genocidio? Che effetto fa di perdere la famiglia alle mani di persone che l’ha assassinata semplicemente perché era dell’altro campo? Quale speranza c’è in questa situazione senza la croce?

La Gran Bretagna non fronteggia una rottura di relazioni di questo genere, ma nella cultura occidentale della fine del secondo millennio, le relazioni si spezzano con un ritmo ineguagliato. Non posso parlare per l’Ulster perché non conosco questa parte del mondo molto bene, ma nella Gran Bretagna metropolitana, posso parlare con una conoscenza notevole, e considero la rottura relazionale molto grave, particolarmente nella famiglia. Quasi il cinquanta percento dei matrimoni finisce ora in divorzio con tutte le conseguenze che questo può avere sui bambini.[2]Di recente un psicologo infantile suggeriva che la stragrande maggioranza dei bambini pensa che è molto difficile di poter superare l’effetto d’un divorzio. Ovviamente, ci sono tanti fattori coinvolti nel divorzio ma penso che non dovremmo sottovalutare le sue conseguenze enormi sulle relazioni nella nostra società.

Perché questo accade? Cosa sta succedendo? Cosa provoca tutto questo? Alla luce della nostra comprensione di ciò che la Bibbia insegna, vediamo certi problemi come chiavi. In primo luogo, c’è la perdita di fede in Dio. Forse la gente perde la motivazione di mantenere un matrimonio perché ha perso la fede. In secondo luogo, c’è la perdita di senso di luogo. Tante persone in Gran Bretagna metropolitana non conoscono i nomi dei vicini di casa.

Poi c’è l’impatto dei mercati finanziari e dell’individualizzazione della finanza. Oggi, la gente ha dei conti bancari personali, dei fondi pensioni personali, delle assicurazioni personali, e la gente è tassata individualmente. Pure il governo c’incoraggia di fare i nostri risparmi individualmente creando dei conti risparmio individuali. Se, finanziariamente, il mondo è organizzato in base all’individualismo, come si può sperare d’incoraggiare un forte senso di famiglia e di comunità? Non facciamo le cose insieme. Non abbiamo alcun senso di scopo condiviso.

O prendete il nostro sistema di giustizia criminale dove puniamo la gente tramite l’esclusione sociale. Guardate inoltre al sistema di giustizia che offre alla gente una certa somma di denaro ma ignora i problemi relazionali – se non date lavoro alla gente, non affermate la loro posizione nella comunità.

Considerate l’impatto delle nuove tecnologie. Il tempo è la valuta delle relazioni ma abbiamo una quantità fissa di tempo ogni giorno. Potete usare questo tempo per avere una piccolissima quantità di relazioni ma averle in grande profondità. Oppure potete usarlo per avere una quantità enorme di relazioni che, inevitabilmente, saranno molto più superficiali. E succede che, con le nuove tecnologie d’informazione e le tecnologie di comunicazione, siamo in contatto quotidiano con sempre più persone ma ad un livello sempre più superficiale. Ho sentito qualcuno dire che incontriamo la stessa quantità di persone in una settimana rispetto a quelli che una persona medievale incontrava nella sua vita intera. Lascia pensare…

(la quarta ed ultima parte sarà pubblicata la settimana prossima)

Michael Schluter

Dr Michael Schluter ha un dottorato di ricerca in economia agricola dalla Cornell University (USA). E il fondatore del Jubilee Centre e della Relationships Foundation. Ha anche lavorato da economista per la Banca mondiale.


[1]Ho trattato certe di queste questioni in un Cambridge Paper: ‘Relationism : pursuing a biblical vision for society’ (Il Relazionismo: perseguire una visione biblica per la società(Cambridge Papers 6.4 December 1997)

[2]Per il tasso di divorzio a livello europeo, paese per paese, nel 2016, visitate:https://www.statista.com/statistics/612207/divorce-rates-in-european-countries-per-100-marriages/

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