skip to Main Content
Cos’è Mai Successo? (3a Parte)

Cos’è mai successo? (3a parte)

Tratto dal libro di Jeff Fountain Deeply Rooted (prima parte qui, seconda parte qui). Il libro sarà pubblicato prossimamente in italiano.

Nel frattempo, dov’erano gli ‘attori’ cristiani?

Come lo abbiamo visto, dei cristiani devoti, in particolare dei cattolici, sono stati coinvolti nel processo di sviluppo in varie fasi.

Il movimento di democrazia cristiana ha fortemente influenzato il pensiero ed il linguaggio dell’Unione europea. La ‘sussidiarietà’ e  la ‘solidarietà’ sono due termini con origini specificamente cristiane adottati in permanenza. Il principio morale dietro alla sussidiarietà, per esempio, fu descritto una volta come il fatto ‘che era sbagliato rubare le responsabilità degli altri’.

I dirigenti delle chiese principali hanno giovatouna lunga relazione ufficiale con il presidente della commissione, con consulenze formali che occorrono regolarmente. I vescovi cattolici ed i di-rigenti ecumenici della chiesa hanno mantenuto degli uffici di lobby permanenti a Bruxelles ed si sono attivamente coinvolti per presentare delle richieste per plasmare la politica e il processo decisionale dell’Unione europea. L’articolo 51 del Trattato di Lisbona parla del lo statuto delle chiese e delle organizzazioni non confessionali e garantisce ‘un dialogo aperto, trasparente e regolare con queste chiese e organizzazioni’.

I cristiani hanno avuto e continuano ad avere dei ruoli chiavi nell’Unione europea, portando la loro influenza dov’è possibile.

Nel corso degli anni, tanti cristiani da tanti paese hanno servito da membri del Parlamento europeo così come nei dipartimenti della Commissione. La storia della mia visita nell’edificio della Commissione europea nel 1991 svelò una rete di lavoratori cristiani incontrandosi regolarmente per la preghiera.

Gli evangelici hanno avuto un profilo ben più basso a Bruxelles rispetto ai cristiani ‘tradizionali‘, spesso attribuito ad essere una proporzione più piccola della popolazione d’Europa, forse 15 milioni in totale. Tuttavia, questo è circa la popolazione d’Olanda, eppure gli olandesi sembrano capaci di dare un impressione visibile a Bruxelles.

La storia di Paul van Buitenen, che servì poi al Parlamento europea, rappresentando un partito di un uomo, Europa Transparant, illustra pure quel che una persona può fare – seppur con un grande costo personale. Poco prima che lo incontrassi per la prima volta a Bruxelles alla fine degli anni1990, la sua esposizione della corruzione e del clientelismo coinvolgendo l’ex Primo ministro francese, Edith Cresson, ha causato le dimissioni di tutta la Commissione europea di Jacques Santer. In quel periodo, era soltanto uno fra migliaia di impiegatinella Commissione europea. Ma prima che la veridicità delle sue accuse potesse essere dimostrata, van Buitenen fu sospeso, il suo salario dimezzato e ha fronteggiato un azione disciplinare.

L’indignazione pubblica per quanto riguarda il suo trattamento contribuì finalmente alla caduta della Commissione nel marzo 1999. Più tardi, fu nominato ‘Europeo dell’anno’ dal periodico Reader’s Digest e dalla Commissione australiana di radiodiffusione.

Tre o quattro anni prima della sua esposizione, van Buitenen era diventato un credente. Il suo impegno personale per un Dio di verità e di giustizia rimase il catalizzatore dietro alle sue inchieste nel corso degli anni, malgrado l’ostentata indifferenzae ostruzionismoche continuava a sperimentare nella Commissione europea.

Buitenen ha battagliato. Nel corso del suo mandato parlamentare dal 2004 al 2009, ha messo sotto luce tanti casi di corruzione nelle istituzioni dell’Unione europea. Nessuna di queste rivelazioni ha portato adinchieste più approfondite dal dipartimento antifrode OLAF. Invece, si lamentavavan Buitenen, la Commissione europea, il Parlamento e OLAF hanno semplicemente guardato nell’altra direzione. Dopo che le proposte di supervisione incrementatadi OLAF da un corpo indipendente appropriato rimase lettera morta, van Buitenen decise di non candidarsi ancora per il Parlamento europeo.

Eppure l’Unione europea ha bisogno di strutture democratiche, dei controlli d’equilibri a livello europeo. Fin quando le voci profetiche come van Buitenen continueranno a gridare nel deserto, il progetto europeo si dirige verso la direzione sbagliata.

(la quarta parte verrà pubblicata la settimana prossima)

Jeff Fountain

Direttore Centro Schuman

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back To Top