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Sperimentare Belfast

Sperimentare Belfast

Alla vigilia dei 21 anni dell’accordo del Venerdì santo, ponendo fine a trent’anni di conflitto sanguinoso in Irlanda del Nord, il Centro Schuman ripubblica un pensiero della settimana di Jeff Fountain del 27 luglio 2001. Mentre l’uscita imminente del Regno Unito dall’Unione europea potrebbe avere delle conseguenze gravi in Irlanda del Nord, questo pensiero ci ricorda che i Cristiani possono giocare un ruolo chiave seminando la riconciliazione laddove c’è la divisione.

L’Irlanda del Nord deve essere sperimentata per essere creduta. 

Ne abbiamo letto tanto per numerosi anni sul conflitto nordirlandese. Dei rapporti persistenti di bombe, di conflitti furiosi nelle strade e di negoziazioni di pace fallite suscitano un sentimento stufante di déjà-vu. In segreto siamo felici che tutto questo succede in un angolo lontano d’Europa, separato dalla maggioranza di noi da tanta acqua. Ci siamo rassegnati all’idea che il conflitto nordirlandese, come i poveri, saranno sempre con noi…

La settimana scorsa, io e Romkje abbiamo sperimentato Belfast ed altri punti caldi d’Irlanda del Nord per la prima volta. Eravamo un po’ sotto shock.

Mike e Ros Oman, dirigenti della Youth With A Mission (YWAM) in Irlanda del Nord, ci hanno incontrato su un traghetto e ci hanno portato in due delle comunità di classe lavoratrice le più intransigenti di Belfast Ovest, nella protestante Shankill Road e la cattolica Falls Road. I lavoratori raschiavano delle macerie mentre entravamo in “The Village”, il quartiere protestante, circondato da un grande pezzo di terra bruciata, spandendosi dall’altro lato della strada, sul manto stradale e sui muri di mattoni delle case a schiere. Di certo, un veicolo era stato messo a fuoco di recente qui.

Troviamo la nostra via attraverso un labirinto di vicoli pluridecorati con le bandiere britanniche dell’Union Jack e di gagliardetti rosso, bianco e blu allineati dall’altro lato della strada. L’arte murale popolare viva gridava l’appartenenza politica a tutti quelli che passavano: “No Surrender” (niente capitolazione), “For God and King” (Per Dio e per il re); “UVF” (per Ulster Volunteer Force – forza volontaria d’Ulster). Dei personaggi minacciosi in dimensioni enormi, vestiti di passamontagna, giacche di cuoio nero, jeans e stivali, portando dei fucili automatici in guardia, tenendosi in piedi, pronti, per il quartiere, e per il futuro dell’Ulster.

Mentre ci fermavamo di fronte ad una casa in “The Village”, Mike e Ros spiegavano che era stata appena acquistata dal loro figlio e la loro futura nuora, dei membri della YWAM che si sentivano una chiamata risoluta per traslocarsi nel quartiere.

Qualche centinaia di metri più in avanti, siamo entrati nel distretto della Falls Road riccamente decorata di bandiere verde, bianco ed arancione della Repubblica d’Irlanda. Dei dipinti murali annunciavano che eravamo nel territorio dell’IRA: “Per una Nuova Irlanda, votate Sinn Fein”.

Tali demarcazioni territoriali non erano limitate nei distretti di classe lavoratrice, come lo abbiamo scoperto dopo. Mentre uscivamo da Belfast in macchina in direzione di Banbridge ed il centro rurale della YWAM, abbiamo attraversato le aree abitate di ceto medio dove, o l’Union Jack e le bandiere dell’UVF erano attaccate sui lampioni, oppure la bandiera tricolore dichiarava lealtà verso il Sinn Fein.

C’erano forse più bandiere del solito. La nostra visita in Irlanda del Nord coincideva in realtà con la stagione annuale di conflitti. Ogni anno a luglio, le tensioni aumentano mentre gli uomini arancioni celebrano la vittoria del Protestante Guglielmo d’Orange contro il Cattolico James II nel 1690, nella Battaglia di Boyne. Delle discussioni disperate erano organizzate la settimana scorsa nell’ambito di salvaguardare il fragilissimo Accordo del venerdì santo nel 1998, che aveva promesso un modo di andare avanti.

La tanta famigerata marcia dell’Ordine arancione si è svolta a Drumcree, vicino a Portadown, una città non lontana dal centro della YWAM, dove i Protestanti insistono di poter camminare attraverso il territorio cattolico. La marcia di quest’anno è stata relativamente piacevole grazie, in parte, alla presenza massiccia della polizia e dei soldati. Quando abbiamo rintracciato il percorso qualche giorno dopo, degli operai stavano ancora sgombrando delle proprietà pubbliche danneggiate. Delle arcate metalliche elaborate sopra la strada portavano alcuni degli stessi slogan che avevamo visto sui muri di Belfast, compreso l’anacronistico “For God and King” (Per Dio e per il Re)!

Dove possiamo iniziare a cambiare un settarismo ed un odio così profondamente radicato? Mike e Ros erano colpiti dai paralleli con il loro paese d’origine del Zimbabwe quando hanno seguito la chiamata di Dio per l’Irlanda del Nord otto anni fa. Gli atteggiamenti dei bianchi verso i neri erano spesso ripetuti nella retorica unionista. Da estranei, hanno realizzato che potevano associarsi con entrambi i campi nella loro chiamata per la riconciliazione. I dirigenti spirituali, sia cattolici sia protestanti, hanno accolto le iniziative della YWAM per delle Marcie di Riconciliazione e per degli eventi di preghiera nel nord. Questi hanno, a loro volta, incoraggiato altre espressioni ecumeniche, compresi i gruppi Alpha misti, dei gruppi di preghiera e delle marcie di preghiera organizzate dalle chiese irlandesi stesse.

Oltre a dirigere le scuole della YWAM nel centro rurale con vista sulle montagne Mourne, la YWAM gestisce un centro di gioventù nella città di Banbridge chiamato the Hang Out (il passatempo), fortemente danneggiato da un esplosione di bomba qualche tempo fa, un ministero di radio chiamato Shine FM (diretto da Nathan ed Annmarie Asiimwe), e qualche ministero d’azione diretta embrionale presso gli studenti di Belfast diretto da Johnny Clarke.

Più tardi, mentre Ros ci portava alla stazione per prendere il treno verso Dublino ed il sud, abbiamo di nuovo attraversato il territorio unionista verso le terre dell’IRA. Nei miei pensieri, stavo facendo dei paragoni con la Bosnia dov’ero qualche settimana fa. Lì, è ugualmente possibile attraversare costantemente delle frontiere invisibili tra le fazioni opposte. Nonostante le radici storiche profonde di quest’altro punto caldo europeo, sono stato incoraggiato dalla presenza di credenti di tutte le parti uniti nel loro amore per Gesù.

Jeff Fountain

Direttore Centro Schuman

Per altri articoli di Jeff, consultate www.weeklyword.eu/it

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