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Cristianesimo Nominale (2a Parte)

Cristianesimo nominale (2a parte)

Un fenomeno tipicamente europeo

Che cos’è il ‘Cristianesimo nominale’? Mentre i Cristiani definiscono solitamente i ‘Cristiani nominale’ in base a quel che non sono (vedere 1a parte), quest’articolo di Evert van de Poll per il periodico Vista (edizione 31) cerca di formulare una definizione approfondita di chi sono i ‘Cristiani nominali’

Parametri di essere Cristiano

Tutte le definizioni negative sono problematiche per due ragioni: focalizzandosi su quel che manca, non dicono tanto su chi sono i ‘nominali’. Inoltre, sono troppo generali perché si focalizzano su un criterio, o magari due. Ma essere un Cristiano implica più di andare in Chiesa, più dell’essere nato di nuovo, di più della pratica della vita di discepolo. Implica tutto questo, cosiccome altri aspetti.

Sia nelle scienze sociali sia nella teologia pratica, è diventato usuale di sintetizzare tutti questi aspetti nei tre verbi seguenti: credere – appartenere – comportarsi. Ma pure questi verbi sono imprecisi ed insufficienti. Per quanto riguarda credere, dovremmo distinguere, come i teologi lo hanno sempre fatto, tra credere ‘in’ (avere fede in Dio) e credere ‘che’ (avere delle convinzioni di fede). Appartenere significa appartenere ad una Chiesa, ma per questo punto, dobbiamo distinguere l’affiliazione o l’appartenenza alla Chiesa dalla partecipazione effettiva nella vita di una Chiesa. Ovviamente, entrambi non vanno sempre insieme. Comportarsi, finalmente, si riferisce alla pratica religiosa. Questo può significare la vita spirituale di un credente (preghiera, vita interna, sviluppo spirituale) cosiccome la testimonianza ed il comportamento del credente nella sfera pubblica, in società. Esiste pure un altro aspetto non coperto da questi tre verbi, ovvero l’iniziazione, il termine tecnico per diventare un Cristiano. Questo ha da che fare con l’educazione cristiana, la conversione, il battesimo, e così via.

Alla base di queste considerazioni, potremmo suggerire i sette aspetti o parametri seguenti di essere un Cristiano:

  1. Iniziazione (come una persona diventa un Cristiano)
  2. Fede (esperienza spirituale, senso, credere in)
  3. Credenze (conoscenza, credere che)
  4. Attaccamento alla chiesa
  5. Partecipazione alla chiesa
  6. Vita spirituale (pratica della pietà)
  7. Pratica pubblica (testimonianza, comportamento cristiano nella vita quotidiana in società)

Parametri decisivi?

Hanno tutti questi parametri la stessa importanza? La risposta dipende da se si parla di diventare o di essere un Cristiano. Teologicamente, in quel che viene chiamato l’ordine di salvezza, l’iniziazione viene prima e gli altri aspetti seguono. Nella vita reale, vediamo che certe persone partecipano già alla vita della Chiesa, adottano un comportamento cristiano, pregano, leggono la Bibbia, ed aderiscono alle credenze bibliche, prima che raggiungono veramente l’assicurazione della salvezza e ‘prendono posizione’ da Cristiani.

Per quanto riguarda il diventare un Cristiano, questo è un orientamento di vita deliberato, una scelta iniziale nel processo di voltarsi a Dio come si è rivelato in Gesù Cristo. Questo può essere improvviso ed istantaneo, ma può anche essere progressivo, diffuso nel tempo; come il frutto di un assimilazione ponderata ed assunta d’un educazione cristiana. Il termine tecnico è la conversione, ma il linguaggio nel quale la gente esprime questo può variare, siccome dipende tanto dal loro contesto di Chiesa. Questo è accompagnato da una confessione pubblica di fede, spesso legata con il battesimo, ma non necessariamente.

Per quanto riguarda l’essere un Cristiano, questa è un intenzione, un orientamento, una scelta continua rispetto a tutti gli aspetti della vita cristiana. Funzionare da membro di una comunità di credenti. Tenersi alla vera dottrina della fede, praticare la pietà, avere una relazione personale con Dio, la trasformazione della nostra vita, il nostro comportamento quotidiano, la nostra disciplina. Non diceva l’apostolo Giacomo che la fede senza le opere è morta? In definitiva, tutti gli aspetti sono importanti e determinanti. Quindi, dovremmo considerarli come parametri di essere Cristiani, in modo approfondito.

Idealmente, tutti gli aspetti vanno di pari passo, ma non è spesso il caso nella vita reale. Essere forti in un dominio di religiosità non assicura che una persona sarà forte in altri domini. L’incoerenza dovrebbe essere evidente in qualsiasi parametro di essere Cristiano.

Certi credono che Gesù è morto per i loro peccati senza appartenere ad una Chiesa, o senza partecipare ad una funzione di Chiesa. Altri invece sono membri di Chiesa ma non aderiscono alle dottrine cristiane principali. Oppure non osserveranno le norme ed i valori biblici. E poi, per quanto riguarda la convinzione, questo può significare una relazione affettiva con Dio per certi, mentre per altri è più una questione di convinzioni, d’intesa con gli insegnamenti della Chiesa.

Descrizione proposta di ‘nominalità’

Potremmo suggerire che la qualificazione nominale, ‘di nome soltanto’, è adeguata quando la discrepanza ammonta a più o meno una contraddizione permanente con il nome che uno porta. Quindi ecco la nostra descrizione proposta di ‘nominalità’: I membri di Chiesa e la gente non affiliata identificandosi da ‘Cristiana’, rispetto al diventare un Cristiano, alla fede, alle credenze, al coinvolgimento in Chiesa e alla vita quotidiana.

Questa descrizione tiene in conto i parametri di essere Cristiano che abbiamo elencato qui sopra. Può aiutarci a misurare la nominalità in domini specifici, ed aiutare la gente ad avvicinarsi a Cristo in quei domini.

Una persona potrebbe essere chiamata nominale nel dominio di diventare un Cristiano quando non c’è una risposta di fede all’offerta di Dio per la salvezza tramite Gesù Cristo, nessuna confessione della fede in Dio e della signoria di Gesù. Una persona che detiene questi punti di vista che smentiscono i chiari insegnamenti della Bibbia, come una negazione dell’unicità di Gesù Cristo, può essere chiamata nominale nel dominio delle convinzioni.

Staremmo quindi dicendo quindi che qualcuno che mostra una o più contraddizioni non è una persona cristiana? No, tutto quello che diciamo è che una tale persona è un Cristiano ‘nominale’.

Invito 

Le definizione e le caratterizzazioni di varie forme di Cristianesimo nominale aiutano a capire meglio le persone interessate, ma vogliamo andare oltre alle statistiche ed analizzare e collegarci con loro, incontrarli dove sono – fuori e dentro le comunità di Chiesa – ed incoraggiarli ad avvicinarsi a Cristo in domini dove potrebbero essere ‘lontani’. (vedere sopra i parametri di essere Cristiano). Una parola chiave è invito. Dio invita continuamente la gente ad una fede più profonda in Cristo e ad una dedizione crescente per seguirlo.

Evert Van de Poll


Professore di Studi religiosi e di Missiologia, Facoltà teologica evangelica, Lovanio, Belgio

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