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Un Viaggio Europeo #7 – Liegi (Belgio)

Un viaggio europeo #7 – Liegi (Belgio)

La Riforma del popolo

Benvenuti per la 7° tappa di Un viaggio europeo.

Dopo l’Azerbaigian, percorriamo di nuovo una lunga distanza, 4000 km, verso il nord ovest dell’Europa, e ci fermeremo a Liegi in Belgio. Questa città si trova lungo la Mosa ed è circondata da colline ai due lati del fiume.

Una delle costruzioni più famose della città è un ponte sopra la Mosa con statue d’angeli di bronzo chiamato il Pont de Fragnée. Da questo ponte, camminiamo lungo il Quai de Rome(Molo di Roma), sulla sponda sinistra del fiume, per 400 metri, fino ad un incrocio. Lì voltiamo a sinistra in una strada stretta chiamata Rue des Rivageois. I Rivageois(gente della riva) erano gli abitanti dei paesini localizzati a monte del fiume.

Il nome di questa strada è una testimonianza di eventi avvenuti nel 16° secolo, ai tempi della Riforma. 

Dal 10° al 18° secolo, Liegi era un principato di un tipo molto speciale. Dalla fondazione dell’Impero di Carlo Magno nel 800, la maggioranza dell’Europa era principalmente composta di ducati, di principati o di contee ufficialmente dipendenti dell’Impero. Questi erano di solito diretti sia dallo stato sia dalla chiesa, cioè dal principe e dal vescovo.

Liegi era un po’ diversa. Il Principato di Liegi, che copriva circa un quinto del Belgio odierno, era un principato episcopale. Ciò significa che il principe era di fatti un vescovo della Chiesa cattolica romana. Liegi aveva più privilegi rispetto alla maggioranza dei territori dell’Impero. E quindi in pratica, il principato gioì di una vasta indipendenza per quasi mille anni. Liegi era uno stato molto ricco, al punto che era soprannominata Il paradiso dei preti.

Nel 16° secolo, la Riforma si diffondeva in Francia ed in Germania. Siccome Liegi era situata proprio in mezzo, il principato visse rapidamente dei predicatori arrivare dai due lati sin dall’inizio degli anni 1520. E tanti risposero al loro messaggio, compresi dei nobili e dei rappresentanti dello stato.

Purtroppo, il principe vescovo dell’epoca, Erard de la Marck, si oppose rigorosamente alla Riforma. Vedendo quanto influenzava il principato ed impaurito di perdere i privilegi imperiali, cercò di sradicarla sin dall’inizio.

Quando capì che i suoi tentativi di passare delle leggi anti-Riforma erano stati respinti dal Consiglio, scelse di agire da solo. Il primo omicidio conosciuto d’un riformatore a Liegi era un uomo il cui nome ci è rimasto sconosciuto. Questo accadde già nel 1528, anni prima che la persecuzione si diffuse in tutta l’Europa. All’inizio dell’anno 1531, dei contadini del paesino di Housse vennero in città cantando dei Salmi, dopodiché furono arrestati ed uccisi pubblicamente per il loro atto. Mentre i crimini si moltiplicavano, più gente venne alla fede in Gesù Cristo.

Poi il 3 luglio 1531, l’evento principale di quegli anni tormentati accadde. Era la Rivolta dei Rivageois. Una folla enorme di contadini di vari paesini a monte si erano radunati alle porte della città. Le ragioni per la loro rivolta non sono ancora del tutto chiaro oggigiorno. Tuttavia è chiaro che la persecuzioni ne faceva parte. Il loro numero e la loro determinazione erano così grandi che Erard de la Marck – per una volta – decise d’inviare qualche funzionario per negoziare con loro. 

Le promesse fatte dalle autorità sembravano aver calmato i contadini. Purtroppo la benevolenza delle autorità era soltanto un esca. Più tardi quest’ultimi presero la loro rivincita. Tanti furono uccisi, altri persero tutti i loro beni, ed altri ancora furono banditi dal principato.

Dopo la morte d’Erard de la Marck, i suoi successori continuarono la persecuzione. Al contrario della Francia o della Germania, mai nessun editto di tolleranza fu promulgato per i Riformati di Liegi. Tuttavia la Riforma è rimasta fortemente radicata nel popolo fino al 18° secolo, qualche decennio prima della rivoluzione di Liegi del 1792, provocata dalla filosofia dell’illuminismo.

La persecuzione provocò anche un esodo di massa di gente di Liegi verso delle terre più sicure come le Provincie unite (Olanda attuale), la Svizzera oppure la Scandinavia. Fra di loro erano Idelette de Bure, che diventerà più tardi Signora Calvino, la moglie del famoso Riformatore di Ginevra, oppure Louis de Geer eGuillaume de Bèche, che fondarono più tardi le industrie metallurgiche di Svezia.

Liegi aveva pure una confessione scritta. Un uomo chiamato Thomas Watelet, che fu arrestato per aver predicato il Vangelo vicino a Spa, la scrisse mentre era imprigionato a Liegi. Morì più tardi al rogo per la sua fede.

Vorrei quindi finire con un estratto di ciò che possiamo chiamare La Confessione di Liegi:

Crediamo nel Dio Onnipotente, Creatore del cielo e della terra, che ha fatto la promessa ad Abraamo ed alla sua posterità del suo caro Figlio, la quale è stata compiuta quando, nella pienezza dei tempi, suo Figlio, dalla virtù dello Spirito Santo, ha preso carne umana dalla propria sostanza della Vergine Maria, riconciliandoci tramite la sua morte a Dio suo Padre.

Alla settimana prossima altrove in Europa.

Cédric Placentino

Responsabile Centro Schuman per l’Europa italiana e francese

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