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Le vacche sacre evangeliche

Dopo due articoli parlando delle crisi in Europa, questo terzo pensiero della settimana di Jeff Fountain (14 ottobre 2013) fronteggia le false credenze che sono ostacoli per una partecipazione attiva della chiesa nella società.

Il momento sembrava opportuno la settimana scorsa per esporre certe vacche sacre evangeliche. In una conferenza annuale di dirigenti evangelici da tutta l’Europa, in Olanda, sono stato invitato a condividere i miei pensieri su ‘una risposta basata sulla fede alle crisi dell’Europa’.

Jim Memory del Redcliffe College, che aveva parlato nel Forum sullo stato dell’Europa a Dublino nel maggio corso sulle crisi che l’Europa sta fronteggiando oggi, aveva presentato un’analisi simile delle sfide e delle opportunità nelle sfere dell’economia, della politica, della società, dell’ambiente e della religione.

Quindi, a cosa assomiglierebbe una risposta a queste sfide basata sulla fede? Questa domanda ci ha subito confrontato alla prima delle nostre vacche sacre.

Fede & opere

Perché noi Protestanti evangelici, ci riteniamo saldamente nel campo della ‘fede’; sola fide ecc. ; ‘unicamente mediante la fede…’. Eppure, siamo noti per il nostro attivismo e non per la nostra contemplazione (per la quale il campo delle ‘opere’ è paradossalmente noto).

Dopo un serio avvertimento di Jim, che l’instabilità economica, politica e sociale continuerebbe, addirittura peggiorerebbe, ci ha incoraggiato a riconoscere le opportunità senza fine che si presentano alla chiesa per rispondere con cura e compassione. Gli evangelici sanno come farlo: con i banchi alimentari, i negozi d’usato, e molto di più.

Comunque, la mia domanda era: risponderemo con fede, o nell’attivismo, per dovere, oppure nella disperazione? I nostri atti saranno basati sulla fede? Saranno basate sulla fede nella provvidenza di Dio nella Storia, persino nelle crisi attuali?

Provvidenza nella storia

Anche qui, una convinzione tacita per tanti evangelici è che Dio è stato in ferie dai tempi di Paolo fino ai tempi di Lutero (per certi, pure fino a più tardi); “Non vale la pena interessarci ai secoli oscuri del Medioevo”. Eppure, per capire qualcosa della mano di Dio nella storia, e per avere fede per i suoi obiettivi per il futuro, dobbiamo capire come Dio lo Spirito Santo è stato sempre attivo nella storia, attraverso l’opera delle minoranze fedeli.

Evangelici & l’intero corpo di Cristo 

Ancora una volta, siamo confrontati ad un atteggiamento profondamente incastrato: che noi, evangelici, siamo i veri credenti, quelli che capiscono veramente la Bibbia. Ma se dobbiamo essere davvero onesti, dobbiamo ammettere che abbiamo avuto torto rispetto a tante cose; e che quelli che consideriamo liberali o apostati, certe volte, hanno ragione.

Azione sociale & evangelismo

Prendiamo ad esempio il cosiddetto ‘vangelo sociale’, che ogni evangelico conosceva come una ‘distrazione diabolica’ dal vero vangelo della salvezza. Era soltanto nel 1974, durante il Congresso di Losanna, che due dei nostri ‘pesi massimi’, Billy Graham e John Stott, hanno dichiarato che i due modi di vivere il vangelo erano biblici. Abbiamo avuto torto e tanti amici liberali avevano ragione.

Del resto, non era Gesù stesso che parlava di dare da mangiare a chi aveva fame, di vestire chi era senza abbigliamento, e di visitare i malati ed i prigionieri…? Mentre rivendichiamo Wilberforce come ‘uno di noi’, per più di un secolo, le cose sono state molto calme nell’angolo evangelico per quanto riguarda l’azione pubblica.

Piazza pubblica & fede privata

Quando si tratta di pensare biblicamente sulla società, sulla politica e sull’economia, siamo gli ultimi arrivati. I cattolici ed i neo-calvinisti (Kuyperiani) si sono focalizzati nella maggior parte del secolo scorso nel rispondere alle sfide della società industriale e dei tempi moderni. Nel frattempo, stiamo ancora cercando di capire quali sono le domande. Pensiamo biblicamente sulle crisi attuali? Ci poniamo la domanda di sapere come i bisogni di oggi e le sfide di domani dovrebbero modellare la nostra missione? O siamo semplicemente focalizzati sul benessere della nostra chiesa locale?

Locale & oltre

Perché in un modo generale, educhiamo i nostri dirigenti evangelici a pensare locale, alle spese del quadro generale: essere dirigente cristiano significa essere pastore di una chiesa locale. Questo è l’obiettivo delle nostre istituzioni che educano i nostri dirigenti, salvo qualche eccezione. Dove sono i programmi d’educazione preparando i dirigenti potenziali per un azione in politica, nell’economia e in tutte le altre sfere della vita?

Chiesa & Regno

È un vero choc psicologico quando realizziamo per la prima volta che Gesù non ha quasi detto niente sulla chiese durante il suo ministero. Troviamo soltanto due versetti in tutti i vangeli dove lui pronuncia la parola ‘chiesa’: Matteo 16:18 e 18:17! Ovviamente, egli ama la chiesa; lei è la sua sposa. Ma era il Regno di Dio il punto centrale del suo ministero, mentre leggiamo più di 100 versetti nel vangelo. Ed il Regno di Dio è laddove la sua volontà è fatta, Egli vuole che la sua volontà sia fatta sulla terra, in Europa, in ogni sfera della vita.

Nazionale & Europa

Ma l’Europa non è quasi mai stata la preoccupazione degli evangelici, al contrario dei cattolici che hanno integrato dei concetti biblici nel pensiero dell’Unione europea, nonostante l’influenza umanistica generale. Ma dov’è la nostra visione per l’Europa? Senza visione, il popolo perisce. Sarà qui la ragione per la quale tante chiese periscono?

Come tutto ciò che ho detto è stato accolto? Ebbene, come potete notarlo, ho sopravvissuto per scrivervi un altro pensiero della settimana.

Jeff Fountain

Direttore Centro Schuman

Per altri articoli di Jeff Fountain, visitate www.weeklyword.eu/it

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