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I Cristiani Mancanti: Una Chiamata Mondiale (1a Parte)

I Cristiani mancanti: una chiamata mondiale (1a parte)

Un articolo del periodico Vista (edizione 31)

Qualcosa è andato profondamente storto. Un terzo del mondo si identifica ‘Cristiano’, ma una proporzione significativa di loro manca all’appello. Tanti di loro sono assenti nelle nostre chiese. Tanti altri sono presenti, ma mancano all’appello della gioia di davvero conoscere e seguire Cristo. Qualcosa deve cambiare! La missione presso i Cristiani nominali è troppo spesso mancante nell’agenda della chiesa mondiale e dei suoi dirigenti.

PRIMA PARTE

Rispondendo al mandato biblico di comunicare e di vivere secondo il Vangelo di Gesù Cristo, quaranta teologi, missiologisti, specialisti in scienze sociali, e professionisti della missione di tutte le regioni del mondo si sono radunati a Roma per un obiettivo rinnovato su dei soggetti chiave della testimonianza cristiana fra i Cristiani nominali. Abbiamo fatto questo nello ‘spirito di Losanna’, di preghiera, di studio, di partenariato, di speranza, e d’umiltà, con un senso rinnovato dell’urgenza di riempire il nostro mandato che il Cristo Risorto ha dato alla chiesa.

Considerando il nostro mandato, abbiamo costruito sulla nostra ricca eredità evangelica del Movimento di Losanna con la Convenzione di Losanna (1974), il Manifesto di Manilla (1989), e l’Impegno del Capo (2011) come tre documenti fondamentali. Nei documenti e raduni precedenti, il Movimento di Losanna rifletteva già sulle sfide missionali del Cristianesimo nominale e di come si relaziona con i Cattolici romani, gli Ortodossi ed i Protestanti. Approfondiamo queste riflessioni con una visione della situazione attuale, includendo il Cristianesimo nominale ed il modo in cui si relaziona con gli evangelici.

Essendo coscienti del pericolo di superficialità e di semplificazione eccessiva, abbiamo scelto un nuovo approccio di queste tre varie prospettive, anche se interdipendenti, della scienza sociale, della teologia e della missiologia.

Da un punto di vista sociologico, il fenomeno del Cristianesimo nominale è spesso descritto negativamente in termini di Cristiani che non sono affiliati, non praticanti, non convertiti, o non ingaggiati. Il limite fondamentale di questi indicatori è che sono tutti definiti da una negazione. Gli aspetti di credere, di appartenere o di comportarsi suggeriscono che le dimensioni seguenti possono essere utilizzate come parametri:

1. Initiazione (diventare un Cristiano); 2. Fede (esperienza spirituale, credere in); 3. Credenze (conoscere, credere che); 4. Attaccamento alla Chiesa (adesione o altra affiliazione); 5. Partecipazione alla Chiesa (presenza e ministero); 6. Vita spirituale; e 7. Pratica nella vita quotidiana (personale e pubblica). Questi parametri possono quindi essere utilizzati per valutare l’orientamento e la direzione del viaggio verso, o allontanandosi dalla maturità in Cristo.

Raggruppando tutti questi elementi, i Cristiani nominali possono essere descritti così: le persone che s’identificano alla chiesa cristiana o alla fede cristiana, ma che sono in contraddizione con i principi cristiani di base in quel che riguarda il diventare un Cristiano, la fede, le credenze, il coinvolgimento nella chiesa e la vita quotidiana.

Teologicamente parlando, anche se il nome ‘Cristiano’ era già usato nei tempi del Nuovo Testamento, è diventato più tardi l’auto-designazione degli addetti di Gesù. Intrecciando questi vari fili biblici sull’identità del diventare un Cristiano, la Convenzione di Losanna si riferisce ad una persona con le caratteristiche seguenti: 

1. Fede nel Cristo storico e biblico, da Salvatore e Signore; 2. Pentimento verso e riconciliazione con Dio; 3. Impegno alla disciplina di seguire Cristo, con la potenza dello Spirito Santo: auto-abbandono, e prendere la sua croce; 4. Incorporazione nella comunità di Cristo, la chiesa locale; e 5. Impegnarsi nel servizio responsabile nel mondo per Cristo. 

La conversione a Cristo è fondamentale alla fede cristiana. Senza pentimento e fede in lui, senza allontanamento dal peccato, senza fiducia in lui solo per la nostra salvezza e la nostra trasformazione, e senza ubbidienza nel Signore, non c’è Cristianesimo autentico. Come collegare la conversione a Cristo alle ordinanze (sacramenti) e alla partecipazione nella chiesa è una questione tuttora in discussione, anche fra noi evangelici. 

Da un punto di vista missiologico, un’osservazione fondamentale è che il Cristianesimo nominale è soprattutto un problema, quando il Cristianesimo si ritrova in una situazione dominante o in maggioranza, specialmente quando la fede cristiana plasma così tanto la cultura che esiste una confusione sulla natura dell’identità di una persona. Tuttavia, la realtà è che i Cristiani nominali possono essere trovati in ogni congregazione, in ogni tradizione denominazionale, in ogni corrente teologica, in ogni generazione, in ogni contesto culturale, ed in ogni diaspora.

Inoltre, il Cristianesimo nominale può avere varie forme nella maggioranza dei contesti protestanti, cattolici, orientali ed ortodossi orientali, e nei luoghi dove i Cristiani sono una minoranza. È pure plasmato dalla cultura, dalla razza e dalla generazione. Realizziamo che le sfide missiologiche di raggiungere i Cristiani nominali con il vangelo di Gesù Cristo si applicano ugualmente a situazioni o contesti dove il Cristianesimo evangelico è una maggioranza o una presenza significativa nella società. Questo è vero in Occidente cosiccome nel sud del mondo, e nelle chiese storiche cosiccome nelle più giovani, comprese le chiese immigrante e la gente di passaggio. Realizziamo ugualmente che il Cristianesimo nominale ha contribuito ad una reputazione negativa della chiesa cristiana, comprese delle realtà esigenti quali la secolarizzazione, la confusione morale, il razzismo, il colonialismo e la teologia di prosperità.

Quindi, il compito di ‘essere testimone di Gesù Cristo e di tutti i suoi insegnamenti, in ogni nazione, in ogni sfera della società, e nei domini delle idee’ non è meno urgente nei contesti cristiani nominali. Il primo punto della visione quadruple di Losanna – ‘il vangelo per ogni persona’ – si applica ugualmente a chi porta il nome ‘Cristiano’ ma non ha mai davvero capito o ricevuto ‘il vangelo della grazia di Dio’ (Atti 20:24). Rinnoviamo il nostro impegno di fronte a Dio di essere testimoni umili a Cristo ed agenti coraggiosi per questo compito di riportare a casa i Cristiani mancanti per la chiesa mondiale e per la gloria di Dio.

(seconda parte qui)

La conferenza mondiale di Losanna per il Cristianesimo nominale

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